Palaghiaccio, un’interrogazione in attesa del Tar
Il consigliere del Pd Mirabelli pone al Sindaco nove domande sulla struttura. Intanto la sentenza del tribunale continua a non arrivare
A pochi metri di distanza si accenderanno i riflettori dei Mondiali di ciclismo, ma su di lui – il palaghiaccio di Varese – continua a esserci un cono d’ombra. La struttura più utilizzata della provincia è ancora in attesa della sentenza del Tar (che ne ha discusso il 19 marzo scorso…) che dovrà dare il proprio parere sul bando comunale che ha conferito la gestione al consorzio formato da 4 società cittadine (Hockey Club, Von, PolHa e Varese Ghiaccio). Una cordata che non ha mai fruito della struttura, a causa del ricorso della Pattinatori Ghiaccio Varese che ha sospeso il giudizio e il passaggio di consegne tra Pgv stessa e quelli che sarebbero dovuti essere i nuovi gestori. Un garbuglio su cui si attende il pronunciamento del tribunale amministrativo non certo per rialimentare polemiche del passato, quanto per capire come organizzare il futuro.
In attesa della sentenza (in teoria arriverà entro il 19 maggio) registriamo una lunga interrogazione inoltrata dal consigliere comunale del Pd Fabrizio Mirabelli che ha per oggetto proprio il PalAlbani. Nove domande rivolte al sindaco Fontana, che hanno per scopo quello di capire le strategie di Palazzo Estense sulla gestiorne dell’impianto in base al giudizio del Tar e più in generale sul futuro della struttura sportiva.
Di seguito riportiamo i nove punti contenuti nell’interrogazione di Mirabelli.
1) se e quando, in caso il TAR Lombardia, che si è riunito il 19 marzo, decidesse che tale bando è regolare, i vincitori potrebbero concretamente prendere in mano il Palaghiaccio;
2) se e quando, in caso il TAR Lombardia decidesse invece che tale bando è irregolare, il Comune emanerebbe un altro bando;
3) se, nei mesi scorsi, a prescindere dalla sentenza del TAR Lombardia, abbiano operato per uscire in via amichevole da questo ginepraio e per scongiurare almeno un eventuale ulteriore ricorso al Consiglio di Stato da parte della società Pattinatori Ghiaccio;
4) se, in seguito alla pubblicazione della sentenza del TAR Lombardia, tutte le squadre che utilizzano l’impianto saranno in grado di programmare per tempo la prossima stagione sportiva;
5) se non ritengano che questa vicenda, in qualsiasi modo si concluda, non abbia oggettivamente fatto male allo sport varesino e non simboleggi la preoccupante superficialità con cui si è, fino a questo momento, affrontata la partita di tutti gli impianti sportivi, grandi e piccoli, della nostra città;
6) se e quando intendano finalmente realizzare la messa a norma dell’impianto esistente, che attende ormai da 12 anni, con particolare riferimento all’adeguamento statico della struttura di copertura;
7) se e quando intendano finalmente potenziare i parcheggi con la formazione di posti auto interrati e la razionalizzazione-adeguamento di quelli esistenti a raso;
8) se abbiano ancora l’idea di realizzare un “Museo del Ghiaccio”, per il quale era stato ottenuto apposito contributo statale, e spazi collaterali adibiti a servizi congressuali ed attività ludico ricreative e di ristorazione;
9) se non pensino che, in una città come la nostra, nella quale, praticamente, c’è uno sportivo in ogni famiglia, gli impianti sportivi in generale, e il Palaghiaccio in particolare, non meritino una sensibilità e un’attenzione ben diverse da quelle fin qui dimostrate da parte dell’ente comunale.
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