Rete per il Tessile: il corso di aggiornamento piace, e si chiede il bis
Ben 120 persone hanno preso parte ai Molini Marzoli al primo corso d'aggiornamento per docenti e imprenditori del settore: c'è voglia di ripartire
Si è svolta a Busto Arsizio venerdì 16 e sabato 17 maggio 2008 la prima edizione del corso dei docenti della Rete per il Tessile, iniziativa che raccoglie centri, scuole e università ad indirizzo settoriale. Ai lavori, nella prestigiosa sede dei Molini Marzoli, hanno partecipato oltre 120 persone fra docenti, manager e tecnici di imprese.
La mission della Rete per il Tessile è stata sottolineata dalle autorità invitate ad introdurre l’iniziativa ed in particolare da Piero Sandroni, imprenditore ed ispiratore del progetto Rete. “Quando due anni fa iniziammo a discutere della necessità di creare momenti di raccordo tra imprese e scuole – ha sottolineato Sandroni – non speravamo certo di riuscire a coinvolgere scuole di tutt’Italia, docenti, ricercatori universitari, imprenditori. Il coinvolgimento entusiastico dei professori, ma anche delle imprese, la disponibilità degli esperti delle varie discipline che si sono prestati a svolgere a titolo gratuito le relazioni dimostrano la voglia di rilancio del settore e delle istituzioni scolastiche e formative che operano per il made in Italy”.
L’orgoglio della città di Busto Arsizio non solo per il fatto di ospitare il Corso, ma anche per aver dato origine nel 2006 all’iniziativa e per il costante impegno a sostenerla sono stati sottolineati e applauditi dal sindaco Gianluigi Farioli. “Siamo tutti ben consapevoli – ha detto il sindaco – delle difficoltà incontrate negli ultimi anni dal comparto, ma è ora di chiudere con la malinconia e prepararci a gestire il cambiamento e le nuove sfide socio economiche che la globalizzazione ci pone di fronte. La crescita culturale degli operatori del settore e delle nuove leve è la condizione per riorganizzare e sostenere le strategie di rilancio dell’industria tessile e della moda”.
L’interesse delle istituzioni nei confronti di Rete per il Tessile è stato sottolineato dal Vice Presidente della Provincia di Varese Gianfranco Bottini e da Renato Pirola, dirigente dell’Assessorato al Lavoro, Istruzione e Formazione Professionale di Regione Lombardia: entrambi hanno sottolineato il ruolo che Rete per il Tessile può giocare in futuro nella definizione delle competenze necessarie al sistema produttivo. “Le modalità di lavoro sperimentate con successo da Rete per il Tessile possono diventare – ha rimarcato Pirola – un modello trasferibile in altri contesti a supporto delle politiche formative e professionali”.
La direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale Anna Maria Dominici ha ribadito la necessità di valorizzare il capitale umano affidando a scuole e università la funzione di costruire con le imprese dialogo e modalità di collaborazione continua. “E’ solo attraverso la via della valorizzazione delle competenze – ha dichiarato la direttrice – che si possono arginare i fenomeni di disagio sociale legati alla disoccupazione e al precariato offrendo nel contempo al sistema produttivo risorse in grado di gestire con successo la competizione internazionale. Un processo che deve valorizzare storia, tradizioni e culture del lavoro dei territori rivalutandole però in una chiave innovativa”.
Luciano Cimmino, presidente di un’impresa di successo quale Yamamay, ha confermato come la capacità di rendere competitivo un progetto industriale si alimenti della creatività e della cultura di un’impresa e come talvolta nasca dall’incontro di filosofie diverse: il buon senso riflessivo lombardo con il coraggio commerciale napoletano, nel caso di Yamamay. Ed è emblematico che alla Rete per il Tessile partecipino oggi scuole della Lombardia e del napoletano. “E il confronto tra culture è una condizione straordinaria di crescita sia per le persone che operano in azienda che per l’azienda stessa”, ha sottolineato Cimmino.
Fulvio Ciucciarelli, segretario della Filtea CGIL nazionale, giunto in mattinata per l’occasione dalla capitale ha portato, con il saluto, il sostegno non formale dei tre sindacati tessili CGIL, CISL e UIL, i quali – ha dichiarato – individuano nella Rete un concreto ed intelligente strumento volto a ridimensionare il gap tra mondo produttivo e formazione, da condividere e sostenere.
Un approfondimento sul ruolo del tessile italiano nelle dinamiche internazionale è stato poi svolto da Michele Tronconi, presidente di Euratex e vice presidente di SMI, per l’occasione docente d’eccezione al corso di Rete per il Tessile. “Da anni – ha dichiarato Tronconi – grava sul nostro sistema industriale una tetra profezia che ci vuole in inarrestabile declino. Ora siamo sempre più convinti che la profezia non sia inevitabile o meglio, che la possibilità di evitarla dipenda da noi. La formula per mantenere competitività è racchiusa in importanti parole chiave: trasparenza, reciprocità (delle relazioni commerciali), education, innovazione”
Infine Tronconi ha invitato a riflettere sull’opportunità di trasformare la domanda usuale “se abbia ancora senso formare ragazzi per lavorare nel settore tessile” nella più attuale, ovvero “uno dei motivi di crisi del comparto tessile non è forse identificabile nella mancanza di nuove leve e di giovani tecnici e manager capaci?”. Un interrogativo su cui Rete per il Tessile sta sviluppando, con le proprie iniziative, una concreta risposta.
Condivisione delle strategie di Rete per il Tessile e grande apprezzamento dell’iniziativa, con disponibilità alla collaborazione in concreto sono state espresse da Romano Bonadei, Presidente della Fondazione Industrie Cotone e Lino e membro di importanti commissioni tessili aventi sede a Zurigo ed a Washington, e da
Alberto Paccanelli, Presidente del settore Tessile-Abbigliamento di Confindustria Bergamo.
Proprio al futuro di Rete per il Tessile si è riferito Piero Sandroni, a conclusione dei lavori. “Dopo il successo manifestato dai partecipanti a queste giornate e le aspettative suscitate – ha dichiarato l’imprenditore – la Rete deve diventare maggiorenne e prepararsi a giocare un ruolo di riferimento nel dibattito istituzionale e sociale avente come tema l’individuazione di tre elementi: le professionalità chiave per il tessile di domani, le competenze con cui costruirle, le modalità più efficaci ed efficienti per l’erogazione della formazione”.
Il prossimo passo quindi? La definizione di un modello organizzativo condiviso della stessa Rete e l’avvio di un confronto serrato con le istituzioni, il sistema formativo esteso e le parti sociali, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative di ciascuna delle parti.
E naturalmente, ad unanime richiesta dei presenti alla due giorni di Molini Marzoli, un secondo Corso a breve, attuato con lo stesso livello di coinvolgimento e capacità di aggiornamento.
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