Lega: “Sulla centrale bioenergetica comunità montana rinunci al progetto”

Lo chiede il Gruppo Lega Nord per l’indipendenza della Padania di Laveno Mombello

Riceviamo e pubblichiamo

 

Leggendo i quotidiani di questi ultimi giorni abbiamo appreso che sono insorti contro la realizzazione della centrale bioenergetica a Laveno in località Pradaccio, oltre ai comitati spontanei di cittadini, anche alcuni amministratori  e politici locali ed in particolare che lo stesso Partito Democratico di Laveno.

Siamo rimasti completamente allibiti scoprendo tra gli illustri personaggi, che a detta dei giornalisti si sono dichiarati a difesa del Pradaccio e contro la centrale, i nomi del Dott. Marco Magrini, Presidente della Comunità Montana della Valcuvia, e di Ercole Ielmini Sindaco di Laveno.

A detta dei giornalisti il “no” alla localizzazione della centrale al Pradaccio vedrebbe uno schieramento unanime che comprende il Comitato cittadino, la Lega Nord, il Pd Lavenese, il Sindaco di Laveno e la Comunità Montana. Non basta. Si legge tra le righe che la responsabilità di chi voleva deturpare con tale impianto il Pradaccio è da attribuire al governo regionale ed in particolare a Lega e Forza Italia.

Noi crediamo che ce sia abbastanza per rimanere non solo allibiti ma anche nauseati e offesi dal vergognoso comportamento di questi nostri politici e amministratori locali. Il Progetto del mega- impianto previsto al Pradaccio è stato voluto e progettato direttamente da Comunità Montana, con la disponibilità del Comune di Laveno ovvero del Sindaco Ielmini come si legge nella relazione accompagnatoria al progetto presentato in Regione Lombardia e mai smentita dallo stesso.

Nell’ultima assemblea della Comunità Montana della Valcuvia, quindi circa un mese fa, nonostante le obiezioni e le forti critiche sollevate dai cittadini intervenuti e dal gruppo Lega Nord, , che ha votato contro, il progetto è stato approvato dalla maggioranza dell’assemblea, ovvero dal gruppo Valcuviano e dalla sinistra, con l’eccezione di alcuni illuminati (i consiglieri Foti, Galliani, Furigo e Borghese). Il Presidente Magrini ha sostenuto a spada tratta la bontà delle scelte progettuali e la “significativa valenza ambientale” del progetto ed il Sindaco Ielmini, pur con qualche imbarazzo, ha dichiarato la propria generale approvazione ed ha votato a favore del progetto. A nulla sono valse le fondate ragioni critiche, in merito all’accessibilità alle problematiche geologiche e di sicurezza, all’impatto sul paesaggio e sul turismo e soprattutto al disagio per la popolazione (traffico, cattivi odori, rumore) avanzate dai Consiglieri della Lega, ed in particolare del Consigliere Giuliano Besana particolarmente preoccupato per la sua Laveno. Il progetto frutto dalla maggioranza che comprende anche la sinistra con esponenti di spicco del Pd quali Marzaro, Ballardin e Mariani, è stato approvato dalla stessa maggioranza, di cui è parte anche il Sindaco Ielmini ed i consiglieri di maggioranza di Laveno.

Quali siano le responsabilità del governo Regionale ed in particolare di Lega e Forza Italia, ci sfugge. La Giunta Regionale, nell’ambito dei propri compiti istituzionali, ha ritenuto meritevole di finanziamento il progetto. E questo basta a dire che la colpa non è di chi ha voluto e redatto il progetto scegliendo un luogo non adatto per l’impianto, ma di chi l’ha preso in esame esclusivamente sotto il profilo del finanziamento?

Se sia poi vero che Magrini e Ielmini ed il gruppo di maggioranza di Comunità Montana, abbiano fatto marcia indietro e rinunciato a realizzare un mostro  al Pradaccio, è tutto da dimostrare. Per ora il progetto c’è e in mancanza di un atto amministrativo che sancisca tale rinuncia, continuerà a marciare per la sua strada. Se Ielmini e Magrini vogliono dar prova di serietà e correttezza nei confronti dei cittadini non si limitino semplicemente alle promesse giornalistiche, colgano l’occasione dell’assemblea di CMV di venerdì prossimo per dimostrare fattivamente la rinuncia al progetto. Per quanto ci riguarda come Lega nord intendiamo andare a fondo alla questione e intendiamo chiedere all’assemblea, se è vero quanto hanno riportato i giornali, di assumere un impegno vero a tutela del Pradaccio contro una centrale mostro, che a quanto pare non vuole più nessuno.

 

Gruppo Lega Nord per l’indipendenza della Padania.  

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Pubblicato il 20 Giugno 2008
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