Quinto Congresso del Pdci, approvato il documento

Il Comitato centrale ha approvato il documento dal titolo "Ricostruire la sinistra, comuniste e comunisti cominciamo da noi"

Riceviamo e pubblichiamo

Si è svolto sabato 12 luglio il quinto congresso provinciale del Partito dei comunisti italiani, in un clima di partecipazione e di interesse, come hanno testimoniato i numerosi contributi non formali espressi dai diversi rappresentanti delle forze politiche, sindacali e culturali intervenute: un congresso straordinario, nato dalla necessità di discutere la grave situazione economica, sociale e politica del paese, nel momento in cui, per la prima volta nella sua storia repubblicana, sono scomparse dal Parlamento tutte le forze politiche della sinistra e il governo del paese è in mano a partiti che non si riconoscono nei valori fondanti della Costituzione.

Largo spazio hanno avuto nel dibattito l?analisi della ragioni della sconfitta elettorale e della natura e degli aspetti della crisi che stiamo attraversando: il berlusconismo come causa ed effetto di una società malata, in declino,in cui un’economia in recessione mortifica il lavoro e la dignità individuale, crea precarizzazione permanente, fa perdere costantemente potere d’acquisto a salari, stipendi e pensioni, alimenta la piaga endemica della mortalità sul lavoro, mortifica la produttività e la professionalità consentendo spazi enormi all’economia malavitosa e all’evasione fiscale, polarizza la società in ricchi che diventano sempre più ricchi e in poveri che rimangono o diventano sempre più poveri.

L’interesse privato prevale sull’interesse pubblico, il processo di massificazione su disvalori quali il consumismo e la deideologizzazione alimenta bisogni artificiosi e li trasforma in ragioni dell’agire politico. In nome della sicurezza si sta rinunciando alla libertà, in una società senza regole, in cui si smantella la costituzione. Mentalità mediatica, un paese che sta cambiando dna, egemonia culturale della destra, una destra geneticamente fascista, che privatizza le coscienze: su questo terreno ha vinto e governa Berlusconi.

Il congresso ha toccato questi aspetti e si è interrogato sulle ragioni per cui non siamo stati in grado di interpretare queste trasformazioni; ha ricostruito le ultime fasi della politica italiana, soffermandosi sulla caduta del governo Prodi, per la quale è stata determinante la scelta unilaterale di autosufficienza e rottura a sinistra fatta dal PD; ha approfondito le ragioni della sconfitta della Sinistra Arcobaleno, vissuta e percepita più come cartello elettorale reso necessario dalla legge elettorale maggioritaria che come progetto vero.

Resta comunque una domanda di sinistra, che operi in controtendenza e con efficacia, che torni protagonista della politica e metta in crisi la deriva del PD. Un percorso lungo e difficile, definito l’attraversata del deserto, metafora per ricostruire una sinistra che cambi questa società.

Due documenti congressuali hanno dato corpo a questo percorso, due documenti che hanno molto in comune e anche molto di diverso, e che sono stati vissuti nel congresso come stimoli per la riflessione sulle prospettive. A larga maggioranza il congresso della Federazione di Varese si è riconosciuto nel documento del Comitato Centrale dal titolo significativo "Ricostruire la sinistra, comuniste e comunisti cominciamo da noi", che indica una prospettiva di unità e di aggregazione che a partire dal PRC e dal PdCI sappia andare oltre, coinvolgendo altre soggettività politiche e sociali, senza settarismi o logiche autoreferenziali.

In provincia di Varese le condizioni per un percorso unitario ci sono tutte, a partire dal programma provinciale che è stato frutto di un lavoro comune che ha portato all?elezione di un consigliere provinciale di cui tutti riconoscono le competenze e che rappresenta un patrimonio e una risorsa indispensabile per tutta la sinistra. Da tempo in diverse realtà territoriali si sono prodotte iniziative unitarie su grandi temi come l’Alitalia e Malpensa, l’urbanizzazione senza regole, la difesa dell’ambiente, l’acqua, il lavoro.

Dobbiamo continuare su questa strada, con realismo e concretezza, partendo dal territorio, riprendendo ciò che unitariamente è stato costruito. Nell’epoca dell’antipolitica, della politica spettacolo, dell’involgarimento della politica, c’è bisogno di politica seria.

Abbiamo di fronte altre priorità, quali la difesa della democrazia,l’antifascismo, su cui dobbiamo cercare il massimo dell’unità, a partire dai compagni del PD: non possiamo dare per scontato che il PD sia irrecuperabile a sinistra,dobbiamo ricostruire una strategia di centrosinistra, nonostante il PD abbia fatto un’altra scelta. Dobbiamo essere unitari a sinistra e non fare sconti al PD, ma anche saperlo incalzare con intelligenza sui grandi temi del comune patrimonio della sinistra, a partire dai valori fondanti della costituzione, messi in pericoli quotidianamente da nuove endemiche forme di squadrismo che non si possono sottovalutare.

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Pubblicato il 14 Luglio 2008
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