Via libera alle regole per l’attività venatoria

Triplicati i quantitativi cacciabili per le specie peppola e fringuello, raddoppiati per la specie storno

Via libera in Commissione “Attività produttive” al provvedimento che disciplina le regole per l’esercizio dell’attività venatoria lombarda per la stagione 2008-2009, approvato con il voto favorevole della maggioranza e del Consigliere Carlo Spreafico (PD); astenuti Arturo Squassina (Sin.Dem.), Gianfranco Concordati e Stefano Tosi (PD), contrari Marcello Saponaro (Verdi), Ardemia Oriani e Antonio Viotto (PD).
Rispetto allo scorso anno, triplicato il numero di esemplari cacciabili per le specie peppole e fringuelli, raddoppiato per la specie storno: in Lombardia inoltre potranno praticare l’attività venatoria anche cacciatori non necessariamente residenti sul territorio regionale. Il testo approvato oggi ricalca quello di una analoga legge varata dalla Regione Veneto.

“Un provvedimento estremamente importante -commenta Carlo Saffioti (FI-Pdl), Presidente della Commissione Attività produttive e relatore della legge- con numeri che quest’anno rendono finalmente giustizia alle più nobili e antiche tradizioni venatorie lombarde. La Lombardia è sì terra di innovazione, tecnologia, competitività internazionale e grandi aziende, ma è una regione leader e conosciuta in tutto il mondo anche e soprattutto per le sue grandi tradizioni. Non riconoscere oggi queste tradizioni, tra cui anche la caccia, vuol dire non amare la Lombardia, vuol dire tradire e non conoscere questa terra. Con il voto di oggi –conclude Saffioti- tuteliamo e salvaguardiamo la categoria dei cacciatori troppo spesso criminalizzata e ghettizzata, nonostante contribuisca in misura notevole con le tasse versate agli interventi di tutela dell’ambiente. Colgo l’occasione –ha concluso Saffioti- per rinnovare l’appello al ministro Prestigiacomo affinché cancelli il decreto Pecoraro Scanio, che pone limitazioni assurde nelle Zps e che ritarda l’apertura della caccia posticipandola al 1 ottobre".

Il progetto di legge approvato autorizza per le peppole un prelievo massimo pari a 123mila e 895 esemplari e per i fringuelli pari a 711.009 capi, effettuabile esclusivamente da parte dei cacciatori autorizzati e in possesso della scheda di monitoraggio. Ciascun cacciatore potrà prelevare un numero massimo di 20 capi al giorno e 100 nell’arco dell’intera stagione per la specie fringuello, 5 capi al giorno e massimo 25 stagionali per la specie peppola.  Per gli esemplari appartenenti alla specie storno, è stato autorizzato un prelievo massimo di 249mila e 639 esemplari; di questa specie, sarà possibile cacciare 20 capi al giorno e in ogni caso non più di 100 nell’intero arco stagionale.
Questi numeri, come ha spiegato oggi Saffioti durante i lavori in Aula, sono il risultato e la conseguenza dell’incontro tecnico tenutosi il 21 aprile a Roma con i rappresentanti dell’INFS, dove all’unanimità dei presenti, nel pieno rispetto delle direttive comunitarie vigenti, rispetto allo scorso anno sono stati elevati i valori medi delle quantità di fringuello e peppola cacciabili, passando dall’1% (valore di riferimento precedente) all’attuale 3% del quantitativo di esemplari viventi della specie, mentre per lo storno si è passati dall’1% al 2%. Va ricordato che la Commissione Europea ammette un prelievo compreso tra l’1 e il 5 per cento.

La Commissione la scorsa settimana aveva già licenziato anche un altro provvedimento  (relatore sempre Saffioti) che consente l’utilizzo di richiami vivi della stessa specie, purchè provenienti da allevamenti in cattività o precedentemente catturati e inanellati dalle Province, e dalle stesse distribuite ai cacciatori. Complessivamente potranno essere utilizzabili a tale scopo 1.500 esemplari di allodola, 11.207 di cesena, 3.369 di merlo, 20.348 di bottaccio e 10.394 di sassello, per un numero complessivo di richiami pari in Lombardia a 46mila e 818. La parte del leone spetta alla provincia di Brescia con 20mila esemplari complessivi, seguita da Bergamo con 18.100 capi e da Lecco-Sondrio con 5.073.

“Abbiamo impresso con determinazione una svolta decisa in merito alla caccia in deroga -commentano Pietro Macconi e Vanni Ligasacchi, entrambi esponenti di Alleanza Nazionale- superando i timori di sanzioni e di ricorsi alla Corte costituzionale che un Governo nazionale amico scongiura. Con questo progetto di legge cerchiamo così di dare piena soddisfazione alle richieste e alle legittime aspettative dei cacciatori, migliorando notevolmente rispetto allo scorso anno le quantità consentite del prelievo in deroga e estendendo per la prima volta la caccia in deroga anche ai cacciatori vaganti".

“Siamo soddisfatti per l’approvazione del provvedimento –hanno detto Giosuè Frosio e Monica Rizzi (LN)- frutto di un lavoro avviato all’inizio di questa legislatura regionale attraverso la collaborazione con il Tavolo Interprovinciale delle Associazioni Venatorie di Bergamo e Brescia.  Un gruppo di lavoro fortemente voluto dai consiglieri del Carroccio e dall’ACL (Associazione Cacciatori Lombardi) e che verrà presto allargato alle altre province lombarde. Confidiamo ora, considerata l’esperienza maturata nello scorso anno, che ha visto il progetto di legge uscito dalla Commissione poi bocciato in aula su emendamento dell’ex Assessore Beccalossi, che lo stesso possa ora essere invece approvato senza problemi e in breve tempo anche dal Consiglio Regionale”.

Forti critiche sono state invece espresse da Marcello Saponaro (Verdi) che ha lamentato come a suo parere “questo progetto di legge sia in palese e aperto contrasto con la legge quadro regionale sulla caccia, che prevede invece si debba votare il piano per l’esercizio dell’attività venatoria predisposto dalla Giunta regionale, piano finora mai arrivato in Commissione e al momento indisponibile”.

Nelle fila della minoranza ha invece votato a favore Carlo Spreafico (PD), “in modo da dare un quadro legislativo certo e definito per la prossima stagione venatoria. La caccia, se ben regolamentate e gestita –ha aggiunto Spreafico- è infatti perfettamente compatibile con la tutela e il rispetto dell’ambiente, e sarebbe ancor più facile dimostrarlo se il voto di questo provvedimento fosse corredato da documentazione completa e approfondita che ogni anno attendiamo invano”.

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Pubblicato il 03 Luglio 2008
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