Alcune importanti ragioni per dire “No” alla Terza Pista

Le elenca l’associazione Amici della Terra onlus di Arsago Seprio

Riceviamo e pubblichiamo

La terza pista verrebbe costruita nelle aree destinate, secondo il Piano territoriale d’area di Malpensa / Legge Regionale n.10 del 99,  a “Piano del Verde di Malpensa 2000”, un’opera di compensazione da realizzare nell’intorno aeroportuale, al fine di attenuare l’impatto aeroportuale, nel quale la vegetazione arborea è pensata come sistema ecologico (Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, Allegato al 1° Supplemento Ordinario al n. 15 – 16 aprile 1999, pag. 155  e Tavola 3 Assetto delle aree verdi ed interventi previsti).

Una colata di asfalto e di cemento dovrebbe dunque riversarsi su quei terreni che nel 99 erano stati individuati come zona verde di mitigazione, con l’implementazione della funzione ecologica tramite interventi di natura forestale in seguito non realizzati.  

Gli studi sulla Valutazione Ambientale Strategica prodotti dal Parco del Ticino, nonché vari studi di carattere tecnico-scientifico sullo stato di salute di alcune componenti ambientali come ad esempio i boschi, evidenziano come qualsiasi ulteriore ampliamento dell’aeroporto e qualsiasi nuova infrastruttura ipotizzabile sul territorio, di fatto comprometta gravemente la già precaria situazione ambientale.

I benefici invece prodotti in termini di mobilità per il pubblico sarebbero invece assai poco rilevanti. 

La Valle del Ticino costituisce un corridoio ecologico di primaria importanza nel sistema naturalistico europeo. L’incremento dei sorvoli aerei causerebbe impatti irreversibili nel già compromesso habitat naturale, a danno di flora e fauna. Come è noto, il sedime aeroportuale si trova nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, con ricadute negative su di un’area molto vasta della Lombardia e del Piemonte. In altri paesi europei più rispettosi dell’ambiente non si sarebbe consentito l’insediamento di un aeroporto dalle dimensioni di Malpensa 2000.

Maggiore numero di voli e maggiore numero di passeggeri comportano l’incremento del traffico su gomma  con destinazione Malpensa. In un momento in cui sono espresse forti lamentele  per la mancanza di infrastrutture viarie in Lombardia, la pianificazione del trasporto aereo va pensata in termini di ripartizione del traffico su il tutto sistema aeroportuale del Nord Italia, tesi questa da sempre sostenuta dalle Associazioni ambientaliste. 

Come si evince dalla sintesi dello studio MITRE, la terza pista non interverrà a migliorare l’inquinamento acustico, anzi provocherà  impatti in aree urbanizzate tanto gravi da rendere necessarie nuove delocalizzazioni. 

E’ invece pensabile ottenere su questo territorio un modello di sviluppo sostenibile che allo stesso tempo può fornire “crescita” all’economia, e salvaguardia del territorio e della salute dei suoi abitanti, mettendo in atto tutti gli strumenti e tecnologie disponibili per ricomporre e riqualificare un territorio che da Malpensa è stato sicuramente fortemente modificato nei suoi equilibri naturali, sociali ed economici.

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Pubblicato il 19 Settembre 2008
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