Alcune importanti ragioni per dire “No” alla Terza Pista
Le elenca l’associazione Amici della Terra onlus di Arsago Seprio
Riceviamo e pubblichiamo
La terza pista verrebbe costruita nelle aree destinate, secondo il Piano territoriale d’area di Malpensa / Legge Regionale n.10 del 99, a “Piano del Verde di Malpensa
Una colata di asfalto e di cemento dovrebbe dunque riversarsi su quei terreni che nel 99 erano stati individuati come zona verde di mitigazione, con l’implementazione della funzione ecologica tramite interventi di natura forestale in seguito non realizzati.
Gli studi sulla Valutazione Ambientale Strategica prodotti dal Parco del Ticino, nonché vari studi di carattere tecnico-scientifico sullo stato di salute di alcune componenti ambientali come ad esempio i boschi, evidenziano come qualsiasi ulteriore ampliamento dell’aeroporto e qualsiasi nuova infrastruttura ipotizzabile sul territorio, di fatto comprometta gravemente la già precaria situazione ambientale.
I benefici invece prodotti in termini di mobilità per il pubblico sarebbero invece assai poco rilevanti.
Maggiore numero di voli e maggiore numero di passeggeri comportano l’incremento del traffico su gomma con destinazione Malpensa. In un momento in cui sono espresse forti lamentele per la mancanza di infrastrutture viarie in Lombardia, la pianificazione del trasporto aereo va pensata in termini di ripartizione del traffico su il tutto sistema aeroportuale del Nord Italia, tesi questa da sempre sostenuta dalle Associazioni ambientaliste.
Come si evince dalla sintesi dello studio MITRE, la terza pista non interverrà a migliorare l’inquinamento acustico, anzi provocherà impatti in aree urbanizzate tanto gravi da rendere necessarie nuove delocalizzazioni.
E’ invece pensabile ottenere su questo territorio un modello di sviluppo sostenibile che allo stesso tempo può fornire “crescita” all’economia, e salvaguardia del territorio e della salute dei suoi abitanti, mettendo in atto tutti gli strumenti e tecnologie disponibili per ricomporre e riqualificare un territorio che da Malpensa è stato sicuramente fortemente modificato nei suoi equilibri naturali, sociali ed economici.
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