“Confronto o scontro? Noi preferiamo il confronto!”

La posizione del gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra sul passaggio del consgliere La Comare nelle loro fila

Riceviamo e pubblichiamo la nota del gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra di Samarate in merito alla "crisi di primavera" e al passaggio del consigliere La Comare nel gruppo DS


Normalmente preferiamo il confronto diretto a quello indiretto, avremmo preferito cioè, in particolare fra forze politiche che sostengono la stessa maggioranza, che ci fosse stato un confronto “a tu per tu” piuttosto che ricorrere alle
missive inviate agli organi di stampa; il riferimento è agli “uccelli migratori” di SpS che avrebbero “tradito il mandato elettorale” uscendo dal gruppo a cui appartenevano.

È vero che i voti ottenuti da SpS hanno reso possibile l’ingresso in consiglio comunale di due loro rappresentanti, ma non dimentichiamo che questo sistema elettorale prevede anche che si esprimano delle preferenze sui candidati proposti in lista e tutte le forze politiche che si presentano ad una competizione elettorale sanno quanto sia importante scegliere delle buone candidature, perché l’elettore apprezza scegliere il candidato da eleggere e risponde positivamente ad una buona candidatura.

E tutto ciò è sicuramente condiviso e perseguito anche dal partito dell’assessore Carlucci, che tanto ha faticato ed insistito in passato per convincere l’attuale sindaco di Samarate a candidarsi nella loro lista alle elezioni provinciali; pensiamo poi che non possano certo negare quanto quella candidatura abbia giovato al risultato elettorale da loro ottenuto. Importante quindi la rappresentatività politica del partito ma anche la catalizzazione delle candidature, tant’è che la normativa vigente esclude vincoli elettorali fra l’eletto e la lista prevedendo addirittura che gli eletti nella stessa lista possano costituire anche diversi gruppi elettorali senza alcun collegamento alla lista che li ha candidati.

Il motivo della “rottura” non è stata quindi il “…tradimento del mandato elettorale…”, perché il mandato elettorale consiste nell’espressione di fiducia e di sostegno espressi in consiglio comunale, all’inizio di questa legislatura, al programma presentato dal sindaco; una fiducia che i due consiglieri hanno confermato al momento della loro uscita dal gruppo di SpS. Lo stesso programma che aveva avuto, nella sua stesura, il contributo e la condivisione di SpS.

Sembra invece evidente che il motivo sia una “difficoltà di rapporti” fra i due consiglieri e parte di SpS (non dimentichiamo che la “crisi” all’interno di SpS non era circoscritta all’evento in discussione) e in queste vicende le “colpe” non sono mai da una parte sola.

Compito fondamentale di chi fa politica, anche in questi casi, è analizzare la situazione, capirne la gravità e i possibili risvolti, trovare infine una mediazione che possa recuperare la situazione. Non ci risulta però che siano state offerte e discusse con i due consiglieri soluzioni diverse da quella intransigente delle dimissioni.

Questo onere è stato scaricato sulla maggioranza e qualcun altro, alla fine, ha dovuto, responsabilmente, farsene carico.

Fuori luogo quindi l’atteggiamento da “partito padrone” che tutto vuole controllare e decidere (ormai un po’ vetusto anche per un partito come RC) e lo sono ancor più le poco velate, anzi esplicite “minacce” rivolte al gruppo dei DS, al quale si vuole imputare la responsabilità delle loro “future” azioni; ancora!!?? ma non sono abbastanza “adulti” politicamente da assumersi loro la responsabilità delle proprie azioni? Più equilibrio e più senso di responsabilità aiuterebbero, forse, a recuperare ciò che è ancora recuperabile; altrimenti…chi è causa del suo mal, pianga se stesso…

Sorprendente il commento del consigliere Cecchin che, normalmente, è molto preciso e attento anche ai dettagli: il consigliere La Comare non ha aderito ad un partito ma è entrato in un gruppo consigliare che non sempre è espressione di un partito. Il nostro gruppo è nato da una lista presentata dal partito dei DS che ha poi deciso di contribuire alla costituzione del PD (ricordo che i DS samaratesi hanno votato all’unanimità, con una sola astensione, per questa soluzione), una lista però aperta anche allo SDI all’IDV e ad indipendenti. In consiglio comunale ci sono quindi ex-iscritti ai DS ma anche indipendenti, se fossimo stati tutti ex iscritti il passaggio al PD sarebbe stato automatico. Non è comunque una “anomalia” isolata, anche in altre realtà locali la situazione non è molto dissimile.


Cesare Stefanazzi, capogruppo del gruppo consiliare DS di Samarate

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Pubblicato il 25 Novembre 2008
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