Integrazione e diritto matrimoniale, si discute a Como

La Facoltà di Giurisprudenza dell'Università dell'Insubria propone un ciclo di incontri dedicati agli stranieri in Italia e in particolare alle unioni matrimoniali tra cittadini di religioni diverse

Sono quasi 4 milioni gli immigrati regolari in Italia, stando al dossier 2008 Caritas/Migrantes. La Lombardia con poco meno di un milione (il 23% del totale) di migranti è la regione più multietnica d’Italia. La crescita della popolazione immigrata comunitaria ed extracomunitaria pone alcune problematiche relative alla integrazione degli stranieri nella società italiana.  Proprio per analizzare uno degli aspetti più complessi relativi al fenomeno migratorio – e cioè come viene recepito dagli ordinamenti europei il diritto matrimoniale di confessioni religiose diverse da quella cattolica – la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria ha organizzato la Prima giornata di studio "Edoardo Dieni" su diritto e religione dal titolo: “Nozze e tribunali ed are. I nuovi confini del diritto matrimoniale tra istanze religiose e secolarizzazione".

L’incontro si svolgerà nel Chiostro di S. Abbondio a Como, i lavori saranno introdotti dal rettore vicario dell’Università dell’Insubria, Giorgio Conetti; dalla preside della Facoltà di Giurisprudenza, Maria Paola Vivivani Schlein e da Alessandro Ferrari, docente di diritto Canonico e diritto Ecclesiastico e organizzatore dell’incontro e sarà articolato in due sessioni di lavoro.
La prima sessione è in programma venerdì 28 novembre, a partire dalle ore 14.00 e sarà incentrata sull’esperienza internazionale. In particolare Werner Menski (School of Oriental and African Studies, London) spiegherà che cosa succede in Inghilterra.
 «Quella inglese è una società multiculturale in cui già da molto tempo culture e religioni diverse non sono più, “semplicemente”, legate alla presenza di stranieri ma, sempre più spesso, allo stabile insediamento di nuovi cittadini che non intendono più confinare la propria identità religiosa in una sfera restrittivamente privata – chiarisce il professor Ferrari. Ecco allora che, tra le pieghe della legge, che consente di utilizzare l’arbitrato per risolvere anche le questioni famigliari, la legge religiosa acquista nuova rilevanza, come “diritto privato” volontariamente scelto dalle parti e suscettibile di acquistare rilevanza anche di fronte allo Stato. L’ampia discussione sollevata da un intervento dall’arcivescovo di Canterbury ha così fatto emergere la realtà, ad esempio, dei c. d. “tribunali della shari’a”. La presenza di queste istituzioni mette in luce un pluralismo giuridico ormai estremamente avanzato e sfida sia gli ordinamenti secolari occidentali sia le comunità religiose alla ricerca di ponti che consentano la reciproca comunicazione».


La prima sessione di lavori sarà moderata da Francesco Margiotta Broglio dell’Università degli Studi di Firenze, interverranno anche Marie-Claire Foblets della Katholieke Universiteit Leuven e Silvio Ferrari dell’Università degli Studi di Milano.

Il convegno si interrogherà anche sulla situazione italiana e su come il diritto statuale è attrezzato per rispondere alle sfide del tempo presente.


La seconda sessione in programma per sabato 29 novembre 2008, a partire dalle ore 9.30, farà luce sull’esperienza italiana e interverranno Sara Domianello dell’Università degli Studi di Messina; Nicola Colaianni dell’Università degli Studi di Bari; Roberto Mazzola dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale. A moderare sarà il preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina, Salvatore Berlingò; chiuderà i lavori Marco Ventura dell’Università degli Studi di Siena.


Alle ore 20.30 di venerdì 28 novembre, sempre al Chiostro di S. Abbondio, sarà presentato il libro: “Porto il velo, adoro i Queen. Giovani musulmani crescono”, edito da Sonzogno-RCS 2008; all’incontro sarà presente l’autrice Sumaya Abdel Qader, «una musulmana di seconda generazione, nata in Italia, ma senza cittadinanza italiana, per un mero problema burocratico: un esempio delle carenze del sistema di integrazione italiano – commenta il prof. Ferrari».

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Pubblicato il 25 Novembre 2008
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