La variante Sky City diventa realtà

Voto definitivo in consiglio comunale per il progetto della variante 336. I consiglieri del PD abbandonano l'aula, il sindaco Mucci attacca: "sono scappati"

Dopo vent’anni (più uno) la variante 336 diventa realtà. I vent’anni sono quelli trascorsi dalla fine degli anni Ottanta, quando – c’erano ancora il muro di Berlino, il PCI e la DC – si iniziò a parlare di un nuovo quartiere in fregio alla statale 336; l’anno in più è quello passato dall’ottobre 2007, quando la giunta Mucci ha presentato l’ultima “edizione” del progetto ribattezzato Business Park e poi Sky City. Dopo un percorso lunghissimo e l’accelerata finale nel corso del 2008, si scrive una pagina di storia gallaratese, qualunque sia il giudizio che si dà dell’opera: «Questo intervento sarà decisivo per la città» è stato ripetuto più volte (con significato opposto) dai banchi della maggioranza e dell’opposizione.

L’assessore all’Urbanistica Massimo Bossi ha ripercorso le tappe fondamentali dell’iter nell’ultimo anno: i pareri di Regione Lombardia e del Parco del Ticino, l’esame e la votazione delle numerosissime (43 in totale) osservazioni presentate da partiti politici, associazioni ed enti locali confinanti. Un percorso non privo di incidenti: prima la minaccia delle Coop di ricorrere alla giustizia di fronte alla scelta di non costruire nei terreni di sua proprietà a sud della 336. Poi le vicissitudini giudiziarie del Dirigente del settore Territorio Gigi Bossi, che – per quanto non legate alla variante – hanno imposto un rallentamento rispetto alla tabella di marcia che prevedeva l’adozione a inizio estate.

Compatta nelle critiche la variegata opposizione gallaratese, che si è poi differenziata al momento del voto sulle modalità per esprimere il proprio dissenso. Cinzia Colombo ha ricordato alcune discrepanze tra i documenti passati in commissione e l’adozione definitiva, ma soprattutto ha sottolineato l’impatto dell’intervento sulla qualità di vita: «Considerando i vari aspetti e ipotesi presenti – come quella dell’ospedale unico – si andranno a superare i 900mila metri cubi di volume totale, se non addirittura il milione. Con un impatto ambientale negativo, cui si risponde con una cieca fiducia nella tecnologia che verrà nel settore automobilistico». Il PD attacca sulla volumetria («un milione di metri cubi, equivalente a cento palazzi di sei piani» quantifica Galli), sul peso eccessivo della logistica, ma soprattutto critica la marcia forzata messa in campo dall’amministrazione, nonostante il terremoto giudiziario che ha travolto il Settore Territorio con gli arresti del dirigente Gigi Bossi prima e del consulente al PGT Riccordo Papa poi. «Stiamo ipotecando il futuro della nostra città – riassume il capogruppo Marco Casillo -, spendendo l’ultimo lembo di territorio ancora non urbanizzato» . I leghisti guidati da Matteo Ciampoli ricordano i dubbi su molti punti (dalla volumetria consistente alla poca chiarezza sulla media distribuzione), compreso la scelta di tutelare l’area a sud, che comunque sarà compromessa dagli assi viari di Pedemontana e nuova statale 341: «Siamo d’accordo con la maggioranza su un punto: questo intervento sarà decisivo per la città. La storia ci dirà in che modo sarà decisivo…» e conclude rivolto alla maggioranza: «Nessuno vuole fermare tutto per poi rinfacciarlo al sindaco Mucci: avete i  numeri, votatela voi»

Critiche simili, posizioni differenti al momento del voto: Cinzia Colombo e i leghisti Ciampoli e Trecate sono rimasti in aula votando contro l’adozione della variante, mentre i consiglieri del PD e Laura Floris Martegani non hanno partecipato al voto: «Siamo in disaccordo con il percorso che ha portato qui: tocca a voi (della maggioranza, ndr) farvi carico di questo voto».

La scelta dei democratici non è piaciuta al sindaco Nicola Mucci, intervenuto a fine dibattito: «Non mi convince la posizione del PD: la ricetta di fondo è quella del non facciamo nulla. Una posizione inaccettabile per chi deve fare politica: i signori del centrosinistra sono scappati!». Mucci ha sottolineato come la variante possa essere una risposta ala crisi economica: «E’ necessario offrire risposte, tornare ad avere vigore e capacità che è nella storia della città. Noi non abbiamo avuto fretta: parlare di fretta dopo vent’anni di lavori – ha attaccato il primo cittadino – è tragico o per certi versi ridicolo». Mucci ha aggiunto anche una curiosa lettura politica della posizione dei democratici, «espressione dell’opposizione comunista che ha lasciato silente la componente cattolica». Ma fuori dall’aula, il più adirato è proprio l’ex margheritino Angelo Senaldi, che lamenta come l’intervento del sindaco sia avvenuto in violazione al regolamento, quando già era terminato il dibattito.

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Pubblicato il 25 Novembre 2008
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