Ospedale, protesi al ginocchio in videoconferenza
Importante evento scientifico organizzato dall’Unità Operativa di Ortopedia diretta dal dott. Umberto Fusco, con relatori di livello internazionale.
“Il piatto mobile non cementato: 30 anni di esperienza” è il titolo di un importante evento scientifico che si è svolto venerdì all’ospedale “Galmarini” di Tradate cui hanno partecipato relatori di calibro nazionale e internazionale.
Nel corso del convegno, organizzato dall’Unità Operativa di Ortopedia diretta dal dott. Umberto Fusco, gli specialisti hanno fatto il punto della situazione sull’utilizzo di una particolare protesi per il ginocchio, il piatto mobile non cementato, concepita negli Stati Uniti una trentina di anni fa e considerata la più innovativa e la più valida a seguito di ampi studi clinici a lungo termine.
A tenere la lezione magistrale un nome d’eccezione dell’ortopedia internazionale, il prof. K. J. Hamelynk, specialista olandese che per primo ha introdotto in Europa nel 1986 il piatto mobile, utilizzato nel presidio tradatese da una decina d’anni. Nel corso dell’evento, moderato dal professor Giovanni Zatti dell’Università degli Studi di Milano, le relazioni degli specialisti hanno approfondito storia, filosofia, design della protesi e la tecnica chirugica dell’inserimento. Quest’ultima è stata mostrata ai partecipanti anche con un intervento in diretta dalle sale operatorie del presidio tradatese.
“La protesi di cui si è discusso oggi – sottolinea il primario dell’Ortopedia Umberto Fusco – viene utilizzata nel nostro reparto da circa dieci anni. Abbiamo eseguito finora circa 600 interventi di inserimento, un centinaio in media all’anno, con ottimi risultati. Questa – prosegue lo specialista – è una protesi molto innovativa perché il suo ancoraggio all’osso avviene per un meccanismo di osteointegrazione e senza cemento. Inoltre, il piatto mobile in plastica funge da ammortizzatore consentendo una sopravvivenza della protesi molto più lunga di quelle tradizionali”.
Per quali pazienti è indicata questa protesi? “Il piatto mobile non cementato – conclude il dott. Fusco – viene inserito sia in pazienti anziani e giovani con problemi di artrosi, ma anche in persone con artrite e con artrosi post-traumatiche. L’intervento di impianto dura circa un’ora e due giorni dopo il paziente è in grado di rimettersi in piedi con l’ausilio delle stampelle”.
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