“Play”, e lo sport sul palcoscenico diventa danza

Al teatro Condominio Vittorio Gassman arrivano i Kataklò Intervista alla fondatrice e direttrice Giulia Staccioli, già campionessa italiana e finalista olimpica

Un percorso. Non solo uno spettacolo. Un percorso compiuto in dodici anni e quel che resta ancora da compiervi. Una sperimentazione che diventa magia.

Questo è “Play”, in scena con i Kataklò sabato 8 novembre alle 21 al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate nella stagione della Fondazione Culturale “1860 Gallarate città onlus”.

E dopo aver parlato con Giulia Staccioli, campionessa italiana e finalista olimpica, che nel 1996, conclusa la sua eperienza da ginnasta, ha fatto nascere e dirige i Kataklò andando a unire lo sport all’arte, alla danza, alla coreografia, risulta davvero riduttivo parlare di questo insieme come semplicemente di una “compagnia” e di queste immagini che si muovono sul palco come semplicemente di uno “spettacolo”.

A partire da due termini importanti: il nome dei protagonisti, “Kataklò”, appunto, e il titolo di quanto propongono in scena: “Play”.

«I Kataklò – spiega Giulia Staccioli – nascono dalla mia esperienza come ginnasta che ha voluto però sperimentare e approfondire l’esperienza della danza. E nascono come progetto, inizialmente andando ad attingervi gli artisti solo dall’ambito ginnico, poi, attraverso un percorso di crecita e sperimentazione, unendo lo sport all’arte, per costruire una figura artistica che si unisse all’attività e alla qualità dell’esperienza del ballo».

Un lavoro lungo e impegnativo, soprattutto perché, spiega ancora Giulia Staccioli, «il ginnasta ha una mentalità molto particolare, dove il grande impegno e la grande passione si uniscono a una dedizione e un codice di vita rigido e selettivo, da cui è difficile uscire per arrivare a sviluppare una formazione sempre più artistica».

La collaborazione di Giulia Staccioli con i Momix – che per due anni Gallarate ha applaudito al teatro Condominio Vittorio Gassman – ha segnato questo progetto. «Da Moses Pendleton ho appreso il lavoro strutturale, le coreografie e nel lavoro che porto avanti ora continuo a omaggiarlo come grande artista. Il suo insegnamento si vede in ciò che portiamo in scena come Kataklò. La diversità tra noi e i Momix è nell’utilizzo che noi facciamo delle capacità ginniche e acrobatiche».

La prima compagnia – chiamiamola così – italiana che sperimenta come ricerca espressiva la fuzione tra la gestuailità della danza e la forza della ginnastica – e che sarà a Gallarate dopo il debutto italiano dello spettacolo “Play” a Bologna e, soprattutto, dopo la sua presentazione alle Olimpiadi della Cultura a Pechino 2008 (commissionato dal Comitato Olimpico di Beijing in occasione dei Giochi e appositamente ideato per questa partecipazione su invito del Ministero della Cultura cinese e con l’alto patrocinio del Ministero per gli Affari esteri, dell’Istituto italiano di cultura e dell’Ambasciata italiana per rappresentare l’Italia) – non lega il suo nome ad acronimi in uso nella cultura anglosassone, ma alla Magna Grecia. «Ho voluto un nome che fosse un legame con un mondo e un periodo in cui il corpo, l’atletismo sono stati studiati – spiega ancora Giulia Staccioli –. Con “Play” portiamo in scena uno spettacolo fatto di immagini e visioni, dove lo sport è guardato con occhio scanzonato e vissuto in epoche diverse, come se fosse un viaggio nel mondo e nel tempo».

E così ogni momento (in scena otto danzatori) apre uno scenario diverso: dal duello all’arma bianca tra una nobildonna e una zingara nel ‘700, che richiama la scherma, al nuoto sincronizzato negli Anni ’50, fino ad arrivare nella savana e alle corse, alle maratone che diventano elementi ritmici.

Anche il titolo, si accennava, riprende questa unione di sport, danza, gioco e poesia: “Play”, che in inglese assume diversi significati d’azione. «Mi piaceva questo ampio significato – svela Giulia Staccioli – perché indica il gioco in generale, lo sport che diventa musica, danza, teatralità».

Travolgente e irresistibile, un’alchimia tra l’energia dirompente del gesto atetico e l’armoniosa intensità della danza, lo spettacolo, dopo Gallarate, farà il giro dei principali teatri della penisola ed europei.

Per i ruoli danzati, Giulia Staccioli si è avvalsa della preziosa collaborazione di Jessica Gandini. La raffinata colonna sonora, appositamente realizzata dal noto compositore Ajad, crea un filo conduttore musicale saldamente connesso allo sviluppo dello spettacolo, sostenendone la forza evocativa. Gli splendidi costumi di Sara Costantini valorizzano le coreografie, di cui il disegno luci di Andrea Mostachetti coglie ogni riflesso. Elementi questi di una spettacolarità che raccoglie gli entusiasmi di un pubblico vasto e internazionale e dalla quale è difficile rimanere immuni.

Biglietti per la serata dell’8 novembre sono già in prevendita al costo compreso tra i 25 e i 35 euro al teatro del Popolo in via Palestro 5 il lunedì dalle 17 alle 19, da martedì a venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19; al teatro Condominio Vittorio Gassman di via Sironi il sabato dalle 17 alle 19. Prenotazioni telefoniche da martedì a venerdì dalle 16 alle 17 al numero 0331784140.

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Pubblicato il 03 Novembre 2008
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