I problemi al sistema ferroviario sono strutturali e non passeggeri
Per Oriella Savoldi della Cgil Lombardia non si possono far ricadere le responsabilità solo sull'entrata in funzione del Freccia Rossa
Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni di Oriella Savoldi della CGIL Lombardia sul tema del trasporto pubblico su rotaia
In Lombardia la rete ferroviaria è strutturata con più linee a forte traffico promiscuo proveniente dai capoluoghi di provincia e convergenti sulla città di Milano dove la circolazione ferroviaria vede la coesistenza di traffici locali, regionali e internazionali sia su merci che passeggeri … – (Nostop, Periodico Filt-Cgil, dicembre 2008) – e comporta una gestione del servizio onerosa, ma giudicata qualitativamente inferiore alle esigenze e attese di utenti, pendolari e lavoratori.
L’introduzione dell’Alta velocità, fortemente sostenuta anche da Regione Lombardia, si inserisce in un sistema e in un contesto strutturale (numero di treni, traffico, infrastrutture e stazioni) che chiede fortissimi investimenti, in parte già programmati, i cui effetti migliorativi si realizzeranno nei primi sei mesi dell’anno e nel prossimo futuro, mentre, per la maggior parte, vanno previste nuove e ingenti risorse.
Far rimbalzare sempre su altri le responsabilità nel tentativo di nascondere le proprie, non serve! Sappiamo che le inefficienze di questi giorni, pesanti e ben oltre la nostra immaginazione, in parte sono dovute ad una fase di inizio, ma in prevalenza sono di sistema.
I pendolari, gli utenti e i lavoratori hanno ragioni legittime e sacrosante per protestare contro i disagi e le sofferenze di questi giorni; il problema però è che le soluzioni sono ben più grandi delle risposte concrete che si possono fare nell’immediato. Doveroso da parte di chi ne ha la responsabilità istituzionale dire la verità, attivarsi perché si realizzino gli investimenti e si reperiscano le risorse necessarie; quanto ai disagi che sono individuabili, vanno risarciti i pendolari e gli utenti. Sulle linee più provate, anche queste individuabili, va garantito a chi viaggia la possibilità di prendere treni diversi senza aggravio di costi, o in alternativa, bisogna predisporre autobus che sopperiscano a blocchi e ritardi, molti prevedibili, in una fase di inizio dell’alta velocità davvero inquietante. Altrimenti, in alternativa e temporaneamente, non resta che mantenere “una bassa velocità” piuttosto che tanti infelici, danneggiati e abbandonati.
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