La clinica di Eluana: il Ministro ci ricatta
Il diktat di Sacconi contro la sentenza della cassazione suscita una decisa risposta della clinica che ospiterà la donna in stato vegetativo irreversibile
La clinica di Eluana Englaro si sente ricattata dal dictat lanciato dal ministro Sacconi. “Abbiamo ricevuto da un ministro della Repubblica intimidazioni che hanno cercato di colpire l’azienda nel suo interesse vitale" dice Claudio Riccobon, amministratore delegato della clinica "Città di Udine", la struttura sanitaria friulana che si è resa disponibile a interrompere l’alimentazione e l’idratazione che tengono in vita Eluana Englaro ed è stata bloccata dall’atto di indirizzo del ministro Sacconi. E oggi sulla questione è intervenuta anche
Riccobon attacca: "Una struttura sanitaria, su base volontaria ed in forma gratuita si rende disponibile a dare applicazione ad un decreto di Corte d’Appello, ratificato dalla Corte di Cassazione, ormai inoppugnabile e definitivo, ed un ministro della Repubblica cosa fa? Lancia intimidazioni. Non ci sono parole per commentare un simile fatto – osserva l’ad -. Credo che un ministro debba comportarsi in maniera diversa, più adeguata al ruolo che gli è stato affidato da un governo". La clinica ha confermato la disponibilità ad assistere Eluana negli ultimi giorni di vita "a patto che la regione Friuli Venezia Giulia si prenda la responsabilità di condividere questo percorso di ‘pietas’".
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