Niente blocco al latte crudo
Un provvedimento del ministero del Welfare fissa a tre giorni la data di scadenza e si limita a porre l'obbligo di un cartello che impone di bollire il latte
Niente sospensione di erogazione del latte crudo: un’ordinanza del ministero del Welfare ha emanato delle regolamentazioni che sostituiscono il più drastico provvedimento. Il regolamento firmato dal ministero ne vieta l’uso nelle mense scolastiche e fissa in tre giorni la scadenza di quel tipo di latte. Inoltre, sulle macchinette erogatrici – in tutto 1111 distributori automatici in Italia, che erogano sei milioni di litri l’anno – deve essere obbligatoriamente riportata una indicazione igienica indispensabile per consumare questo tipo di latte in sicurezza: "Prodotto da consumarsi solo dopo bollitura". L’obiettivo del provvedimento è quello di evitare le infezioni causate dalla variante dell’Escherichia coli, che produce la sindrome emolitico- uremica, che porta alla dialisi e può essere mortale tra i bambini, la cui sintomatologia, scomparsa da decenni ha fatto di nuovo capolino in questi ultimi due anni, forse anche con l’aiuto di un maggior consumo di latte crudo.
«Con l’ordinanza firmata oggi – ha spiegato il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini – si è voluta tutelare la salute dei consumatori ma anche gli allevatori». Il latte crudo venduto direttamente dagli allevatori attraverso i distributori non fa parte infatti dei 10,5 milioni di tonnellate di latte che costituiscono la quota di produzione assegnata all’Italia dal regime delle quote latte e che, dal 1984 fino alla campagna 2006-2007 e’ costata 3,9 miliardi di euro di multe. Il latte crudo venduto direttamente dai distributori fa parte invece della produzione destinata alle vendite dirette, che il regime europeo ha fissato a 250 mila tonnellate.
«Nella quota di produzione di latte destinato alle vendite dirette – spiega il responsabile del latte di Coldiretti Giorgio Apostoli – rientra non solo il latte crudo venduto dai distributori ma anche il latte utilizzato per la preparazione dei formaggi venduti poi direttamente in azienda. Secondo i calcoli di Coldiretti attualmente la quantità di latte crudo distribuito direttamente ammonta a 550 mila quintali, grosso modo il 5% dell’ammontare di latte fresco pastorizzato consumato in Italia pari a 9,6 milioni di quintali, mentre il consumo di latte a lunga conservazione sale invece a 14,3 milioni di quintali».
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