Vendeva barche rubate, denunciato il ricettatore

Due operazioni della Squadra Mobile della Questura di Varese hanno permesso di recuperare refurtiva di ingente valore

Ladri e ricettatori, nella rete della squadra mobile di Varese, che in due operazioni lampo, questa settimana, ha perquisito  e scoperto i presunti autori di un furto e denunciato chi cercava di smaltire in canali riservati la refurtiva. Denunciati tre ricettatori, arrestato un albanese che durante una perquisizione ha aggredito un agente.

Nella prima operazione la Polizia di Stato ha effettuato una perquisizione in un’abitazione di Albizzate dove ha recuperato due imbarcazioni di pregio,  un gommone e un motoscafo, il cui valore complessivo si aggira sui 60.000 euro, rubati rispettivamente  in un cantiere nautico, lo Yachting club Il Porticciolo di Castelletto Ticino (Novara) e sul lago di Como nei dintorni di Menaggio. Denunciato il ricettatore, un italiano di 43 anni con precedenti, che ha anche  tentato di giustificare il possesso dei due natanti esibendo documenti contraffatti. I due mezzi, erano un motoscafo Cranchi, con motore Volvo, semicabinato, numero di serie alterato. Il gommone, invece, è risultato essere stato rubato a dicembre. L’uomo sorpreso coi mezzi, era già stato in passato indagato mentre  ricettava auto, ed era stato coinvolto in una indagine sulla vendita di natanti rubati verso la Calabria.

Nel secondo caso, la Squadra Mobile ha eseguito delle perquisizioni in due abitazioni di un comune dell’Alto Milanese dove le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Varese, facevano ritenere che fossero custoditi telefoni cellulari, computers e oggetti di valore rubati a ottobre in una agenzia assicurativa nel quartiere di Biumo a Varese.

Gli agenti, oltre a recuperare parte della refurtiva di Varese, hanno trovato nell’abitazione del presunto ladro, un albanese di circa 40 anni, 306 capi giubbotti nuovi griffati, 2 computer, 7 cellulari, un palmare, 2 navigatori satellitari, 300 euro e 1500 euro in valori bollati, 28 pacchi con 48 cuffie da piscina l’uno, il tutto per un valore di circa 100.000 euro. Sono in corso indagini per stabilire la provenienza anche di questi beni, certamente frutto di qualche furto. Nel corso della perquisizione è stato arrestato per resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali anche il fratello dell’albanese, un 34enne. Una parte della refurtiva è stata trovata a casa di un 28enne italiano della zona, ex datore di lavoro, in una impresa edile, dell’albanese.

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Pubblicato il 18 Dicembre 2008
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