Conoscere “Il lato buio della strada” per combattere la prostituzione
Venerdì 23 gennaio a Villa Aliverti una serata organizzata dal Gruppo Mares in collaborazione con il Comune per comprendere meglio le vittime dello sfruttamento
Perché sono arrivate nel nostro paese? Perché fanno quello “scandaloso lavoro”? Perché si mettono in vendita sulla strada? Sono solo alcune delle domande che caratterizzeranno l’incontro organizzato a Vedano Olona dal Gruppo Mares e dell’assessorato ai servizi alla persona del Comune. “Il lato buio della strada” è il titolo della serata in programma per venerdì 23 gennaio, a partire dalle 21 a Villa Aliverti.
“Negli ultimi mesi lo sfruttamento della prostituzione è diventato uno dei problemi più discussi – spiegano i volontari del Gruppo Mares, piccola realtà legata alla Caritas Ambrosiana -. Il disegno di legge Carfagna e il “Pacchetto Sicurezza” del Ministro Maroni cercano di contrastare in modo fermo il suo risvolto più evidente, vietando la possibilità di esercitare “il mestiere” in strada. Le associazioni e le realtà sociali impegnate da anni nella lotta al fenomeno su tutto il territorio nazionale, fanno sentire la propria voce: la loro esperienza li ha portati a conoscere anche gli aspetti meno conosciuti di questa realtà e a proporre un punto di vista alternativo”.
Nel sud della provincia lo sfruttamento della prostituzione è presente nel Parco Pineta, in zona Pianbosco o sulle statali che congiungono le province di Varese e Como. Nel dicembre 2007 i sindaci di alcuni comuni della nostra zona hanno firmato un Protocollo d’Intesa, per portare avanti un’azione coordinata contro lo sfruttamento della prostituzione sui nostri territori.
Il Gruppo Mares opera attraverso l’Assosciazione “Buzzi-Macchi L’Allodola”. Dal 2001 ha sede ed opera a Tradate, lungo le strade del Parco Pineta, oltre che nella zona della ASL di Fino – Lomazzo. È formata da giovani anche vedanesi, tutti volontari, che da anni offrono alle ragazze sfruttate assistenza medica, consulenza legale e permettono loro di accedere ai percorsi protetti verso l’integrazione che la legge italiana prevede in questi casi. “Una parte importante dell’attività di Mares è anche quella della sensibilizzazione, portata avanti dai volontari anche con mezzi diversi dalla “solita” conferenza – concludono dal Gruppo -. Oltre ad educatori professionali e medici, infatti, tra i volontari del Gruppo Mares ci sono anche professionisti della comunicazione e della formazione, che applicano le proprie competenze alle attività del Gruppo”.
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