Il peso della crisi lo sentono tre imprese su quattro
E' uno dei risultati di una indagine CNA sui suoi associati. Il consiglio provinciale chiede per questo interventi per le aziende in difficoltà, ma soprattutto unità tra istituzioni e associazioni di categoria
Dalla finanza all’economia reale. La crisi fa sentire ogni giorno alle imprese e al mondo del lavoro la sua intensità. E le imprese varesine ci tengono a comunicare quello che stanno vivendo. Non è un caso che un’indagine avviata dalla Cna ai suoi associati abbia ricevuto più di cento risposte in pochi giorni. Il risultato? Per tre imprsee su quattro il lavoro è diminuito: l’85% circa dichiara che è diminuito oltre il 10% (il 25% dichiara che è diminuito oltre il 25%). E che malgrado l’85% conisideri inadeguate le misure del governo, il 75% si considera "realista e fiducioso". Ma la preoccupazione è per quel 15% che si considera decisamente pessimista: una dichiarazione che è l’anticamera della chiusura.
All’origine delle difficoltà – Le imprese artigiane, per loro natura virtuosamente inserite nella filiera produttiva e fortemente legate al territorio, stanno vivendo una fase di sofferenza perché è sempre più difficile ottenere credito, perché le risorse finanziarie disponibili girano poco e male, perché le commesse ed il lavoro stanno diminuendo, perché i già scarsi incentivi agli investimenti stanno scomparendo, perché la sfiducia ingenera e alimenta sfiducia.
Un intervento per prevenire il peggio – "Il Consiglio Provinciale della Cna di Varese – si legge nella nota dell’associazione – ritiene sia giunto il momento di intervenire ed agire con misure concrete ed adeguate, per restituire fiducia agli operatori e per creare le condizioni minime perché anche l’artigianato e le micro imprese siano dotati degli strumenti necessari per superare questa fase congiunturale delicatissima. Partendo dalla considerazione che non risulta possibile muoversi in modo efficace senza un coordinamento con l’Unione europea e con gli altri Stati nazionali, si ritiene tuttavia che su sentieri ben definiti sia comunque doveroso tentare di realizzare una forte operazione anticiclica che, consentendo anche delle deroghe al Trattato di Maastricht, permetta agli Stati membri di rialzarsi e invertire quella che ormai è vera recessione generalizzata".
Gli interventi auspicati – In particolare, il Consiglio Provinciale della CNA di Varese auspica che: il tema della crisi, nelle sue diverse sfaccettature, venga messo e mantenuto al centro dell’interesse e dell’attività delle Istituzioni e della politica; gli schieramenti politici accantonino in questo passaggio le contrapposizioni ideologiche e convergano sulle misure richieste dalla serietà del momento; il sistema bancario assuma una posizione responsabile, evitando di addossare a chi non ha colpe errori altrui; le misure di sostegno al credito annunciate e finanziate vengano rese in tempi rapidi fruibili per le imprese; vi siano certezze per quanto concerne il sostegno al lavoro ed al reddito, sia sul versante della congruità delle risorse a disposizione delle diverse forme di ammortizzatori sociali che su quello dei tempi di erogazione; si proceda a misure di incentivazione mirata dei consumi e degli investimenti; si preveda una sospensione, almeno per il 2009, dell’applicazione degli studi di settore, e si verifichino le condizioni per una riforma radicale dello strumento; si intervenga sui termini di pagamento, ripristinando, a partire dalla Pubblica Amministrazione, regole che evitino ritardi che in questa fase tendono a tradursi nell’asfissia finanziaria per chi li subisce.
L’unione fa la forza – Il Consiglio Provinciale della CNA di Varese considera infine di fondamentale importanza in questo momento l’unitarietà delle Associazioni di rappresentanza dell’artigianato e della piccola e media impresa e a tal fine rilancia l’invito a un nuovo accordo ed alla massima collaborazione contro la crisi e per operare congiuntamente per la realizzazione delle condizioni utili per la ripresa.
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