Istat, è crisi: produzione industriale a picco

Meno 12,3 per cento: i dati di novembre mostrano i primi effetti dello scoppio della crisi finanziaria globale, che ha avuto il big bang con il fallimento Lehman Brothers

L’Istat ha pubblicato oggi, 13 gennaio 2009, i dati sulla produzione di novembre e per la prima volta in via ufficiale si possono leggere i numeri della crisi, scoppiata – o sarebbe meglio dire resa evidente – con il fallimento della Lehman Brothers, a fine settembre. Quelli di novembre sono i primi effetti evidenti in Italia del rimbalzo della crisi mondiale.
Venendo ai numeri: l’indice della produzione secondo i dati Istat a novembre ha registrato una contrazione del 12,3% rispetto a novembre 2007. Anche al netto degli effetti di calendario (novembre scorso ha avuto un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese dell’anno prima) significa una diminuzione su base annua del 9,7%, la diminuzione più pesante da quasi vent’anni, più precisamente dal gennaio 1991. Su base mensile, rispetto a ottobre 2008, il calo è stato del 2,3%.
Un calo della produzione che è ancora più forte nel settore automobilistico. La produzione di autoveicoli in Italia, sempre in base ai dati comunicati dall’Istat, a novembre è infatti precipitata del 46,4% su base annua (dato grezzo) e del 42,8% considerando gli effetti di calendario. Nei primi 11 mesi la diminuzione è stata del 16,8% in termini grezzi e del 16,3% considerando la correzione per giorni lavorativi.

L’indice della produzione industriale corretto per i giorni lavorativi ha segnato, nel confronto con novembre 2007, variazioni negative per tutti i raggruppamenti principali di industrie: meno 12,5 per cento per i beni strumentali, meno 12,0 per cento per i beni intermedi, meno 10,2 per cento per l’energia e meno 4,2 per cento per i beni di consumo (meno 10,2 per cento i beni durevoli, meno 2,8 per cento i beni non durevoli).

Anche nel confronto tra il periodo gennaio-novembre 2008 e lo stesso periodo dell’anno precedente, le variazioni sono risultate negative: meno 4,8 per cento per i beni intermedi, meno 4,1 per cento per i beni strumentali, meno 2,3 per cento per i beni di consumo (meno 4,3 per cento per i beni durevoli, meno 1,8 per cento per i beni non durevoli) e meno 1,0 per cento per l’energia.

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Pubblicato il 14 Gennaio 2009
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