Internet in pediatria? «Una buona idea per il Ponte del Sorriso»

Un pc per ogni lettino, così da permettere ai bimbi di essere in contatto col mondo. "Sarebbe bello averlo anche a Varese"

Un piccolo computer con touchscreen e webcam per ogni letto. Dal quale il bambino potrà seguire le lezioni in classe, visitare siti con giochi pensati per lui e rimanere in contatto con la famiglia e gli amichetti. Questo è "Smart Care", il nuovo piccolo computer realizzato da Telecom Italia per il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e in collaborazione con la Scuola Media Irnerio. 


Grazie a questi piccoli schermi e al potere di Internet, i giovani ospiti dei reparti di Oncoematologia Pediatrica e Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica potranno rimanere in contatto con i compagni di classe, anche grazie all’introduzione di lavagne digitali nelle strutture della scuola media. Potranno poi vedere in streaming amichetti, genitori e parenti. E, ovviamente, non mancano tanti cartoni animati. Non finisce qui, perché i dispositivi Smart Care possono essere utilizzati anche dai medici che, inserendo una password, potranno accedere alla documentazione clinica dei pazienti, aggiornandola nei contenuti. Inoltre potranno interagire con il terminale del caposala. Il tutto su un’infrastruttura hardware e software interamente progettata da Telecom.


Stiamo parlando di un progetto sperimentale d’altissima eccellenza, ma a Varese siamo così indietro? Negli Ospedali della Provincia i bambini devono fare ancora a meno di una risorsa così importante, per rimanere a contatto con l’esterno, quale è Internet? «Ovviamente a Varese non siamo a questi livelli d’eccellenza», ci spiega la presidente del Comitato Tutela Bambino in Ospedale Elena Crivellaro, «Fortunatamente però abbiamo nella sale attività dei computer con linea ADSL, attraverso i quali i bambini possono accedere a Internet, sempre accompagnati ovviamente». 


Siamo ancora lontani, però, dalla possibilità di interagire con le classi scolastiche in streaming. Non tanto per la mancanza di attrezzature da parte degli ospedali (qui le webcam ci sono) ma anche per la necessità di avere computer e lavagne elettroniche nelle classi. 

L’opportunità di introdurre in modo più convinto computer con accesso alla rete nelle pediatrie, magari un computer per ogni stanza, piace molto ad Emanuela Crivellaro: «Se Telecom coinvolgesse anche Varese in un progetto del genere sarebbe davvero bello», confessa, «Mi piacerebbe sviluppare un servizio di questo tipo, soprattutto pensando al Ponte del Sorriso».


Come è noto, infatti, Varese aspetta la realizzazione di un nuovo Ospedale del Bambino, un progetto avveniristico che senza dubbio dovrà prendere in considerazione questo aspetto. Se non altro almeno per la "passione tecnologica" del direttore generale Walter Bergamaschi, ex direttore dei sistemi informativi del Ministero della Sanità. 


Ma i bambini hanno davvero bisogno di Internet, anche in Ospedale?«Proprio così», chiarisce la Crivellaro, «Non possiamo ingannarci, la nostra società oggi richiede Internet. Se il bambino ha la possibilità di utilizzarlo a casa, deve averlo anche in ospedale. L’obiettivo è sempre quello di fargli vivere una vita simile a quella quotidiana, ed oggi i ragazzi usano la rete in abitudine, ovviamente sempre a condizioni di sicurezza». 


E fino a quando non ci sarà il tanto auspicato intervento di sponsor come Telecom, di sicuro non dovremo temere per le attuali condizioni dei bimbi nelle pediatrie. Già ora, per quanto riguarda l’istruzione, sono già seguiti dagli insegnati che prestano servizio in ospedale: «I nostri insegnanti prendono subito contatti con quelli della scuola del ragazzino: l’obiettivo non è solo quello di non rimanere indietro sul programma, ma anche di non perdere un’attività che fa parte della quotidianità di ogni bambino».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 febbraio 2009
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