Scattano i termini per presentare il “Buono famiglia”
Fino al 13 marzo, le famiglie a basso reddito con almeno tre figli potranno presentare domanda all'Asl di riferimento. Si tratta di un contributo annuo di 1500 euro
Da oggi, lunedì 16 febbraio, e fino a venerdì 13 marzo si potranno presentare alle ASL le domande per ottenere il "Buono Famiglia", il contributo di 1.500 euro che verrà corrisposto, in tre trance di 500 euro, alle famiglie a basso reddito che hanno almeno tre figli minorenni.
Si entra così nella fase operativa di un provvedimento
straordinario istituito dalla Regione Lombardia «a favore delle
famiglie – come spiega il presidente Roberto Formigoni – per
aiutarle ad affrontare una situazione economica che si prospetta
più difficile di quelle degli anni passati».
Secondo l’assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale, Giulio
Boscagli, saranno circa 15.000 le famiglie interessate: «Si
tratta di nuclei dal reddito medio basso – spiega – che devono
proseguire senza incertezze il compito di accudire i figli,
accogliere gli anziani, assistere i disabili».
Questo nuovo bonus regionale cerca di coniugare le limitate
risorse disponibili (circa 20 milioni di euro) con gli impegni
della Regione anche su altri fronti.
«Potrà essere richiesto – spiega ancora l’assessore
Boscagli – dalle famiglie con almeno tre figli (compresi quelli in affido) minorenni, uno dei quali deve avere meno di sei anni. Abbiamo voluto includere la fascia di età 0-6 anni perché è quella nella quale l’onere della cura è più elevato e per la quale invece non sono previsti altri sostegni».
Per poter essere ammessi alla misura è necessario avere un ISR
(Indicatore della Situazione Reddituale), riferito ai redditi
percepiti da tutti i componenti della famiglia nel 2007, non
superiore a 10.000 euro. Al calcolo dell’ISR concorrono il numero dei componenti della famiglia, il reddito complessivo eventualmente ridotto del canone annuale di locazione
dell’abitazione di residenza) e altre caratteristiche strutturali (famiglie con un solo genitore e con due genitori lavoratori; presenza di persone con handicap o invalidità).
Anche per questo motivo il bonus ha un carattere sperimentale e
verrà sottoposto ad una valutazione rispetto all’applicazione
dei nuovi criteri della ripartizione.
La domanda va presentata agli sportelli appositamente
predisposti presso i distretti delle Asl, alle quali spetta
anche la raccolta delle domande, la verifica della loro
ammissibilità, la predisposizione delle graduatorie degli aventi
diritto in base al reddito, l’erogazione dei contributi e la
verifica della veridicità dei dati che i richiedenti hanno
fornito. L’Asl ha anche il compito di fornire informazioni, di
comunicare alle famiglie l’assegnazione del contributo e di
disporre per il bonifico o per l’invio del vaglia postale.
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