Dalla Diocesi un sostegno ai disoccupati. Ecco come chiederlo
L'iter completo per fare richiesta al "Fondo famiglia e lavoro". Criterio necessario: aver perso il lavoro e non avere altri ammortizzatori
Anche la Chiesa scende in campo per aiutare chi, a causa della crisi economica, ha perso o perderà il lavoro. Si tratta, come ormai è noto, del “Fondo famiglia e lavoro” istituito dal cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi nel giorno di Natale del 2008. Proprio domenica scorsa l’arcivescovo aveva annunciato a Varese che, da una dotazione iniziale di un milione di euro, il fondo è arrivato a 3milioni e 3mila euro. Qualche cifra la dà anche in questi giorni la diocesi di Milano: oltre mille persone hanno già preso contatto con la Segreteria del Fondo Famiglia-lavoro. «Nelle intenzioni del Cardinale – spiega Giancarlo Comincioli, responsabile della Caritas varesina – si tratta di un’iniziativa di carattere straordinario, integrativo e temporaneo. Il progetto infatti terminerà nel 2010».
Come fare domanda – Il criterio base con cui vengono scremate le richieste è “semplice”: aver perso il lavoro a fine 2008 o inizio 2009 e non disporre di forme tradizionali di ammortizzatori sociale. Per ottenere i benefici del Fondo occorre presentare una domanda alla Segreteria (tel. 02.58.431212) e ai centri o distretti territoriali che si stanno costituendo sul territorio (possono presentarla anche cittadini stranieri regolarmente residenti). Al momento sono attivi 21 sportelli informativi sparsi in tutto il territorio della Diocesi. A breve l’obiettivo è di arrivare a 74, uno per decanato. In questi centri il personale – debitamente formato – aiuterà il richiedente a compilare la documentazione necessaria e sarà aiutato ad accedere agli altri contributi e ammortizzatori sociali attivati dalle Istituzioni pubbliche. Tutti gli operatori lavorano a titolo gratuito e nelle scorse settimane hanno partecipato a uno specifico programma di formazione.
Varese – «Ci stiamo attivando ora per istituire il distretto provinciale che sarà gestito da Caritas e patronato Acli» chiarisce Comincioli. La riunione per formalizzare la pratica è in programma martedì 31 marzo. A quel punto l’iter sarà questo: i quasi cinquanta centri di ascolto sparsi in provincia (vedi tabella: 10 a Varese, 7 in Valle Olona, 7 a Saronno, 5 a Busto, 2 a Tradate, 1 a Somma Lombardo oltre a 10 a Legnano) accoglieranno i potenziali beneficiari per raccogliere le prime notizie. Se verrà accertata l’idoneità del candidato, i suoi dati verranno segnalati al distretto provinciale. A quel punto verrà fissato un appuntamento per compilare insieme i moduli necessari. Le pratiche complete verranno quindi sottoposte alla commissione decanale provinciale composta da un prevosto, una rappresentante della Caritas e uno delle Acli. A quel punto la documentazione verrà inoltrata a Milano al centro Siloe, un servizio della Caritas ambrosiana. «Una volta completato l’iter – continua Comincioli – non è detto chel’aiuto erogato sia uguale per tutti o a pioggia. Ogni situazione verrà valutata singolarmente e potrà essere assegnato un contributo mensile, semestrale, una tantum, ecc… . Siamo ottimisti sulla riuscita di questa iniziativa, anche perché altre regioni si stanno attivando nello stessa direzione».
Per informazioni su come fare richiesta o come contribuire:
Diocesi di Milano:
www.chiesadimilano.it
Caritas di Varese:
Piazzetta Canonica, 10
0332.289692
ww.caritas.it
Acli Varese:
Via Speri Della Chiesa Jemoli, 7
0332 281357
www.aclivarese.it
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