Caro televisore, quanto è difficile liberarsi di te

Barcucci (Legambiente): "al centro multiraccolta spesso si rimanda indietro chi porta rifiuti elettronici, non bastano le ceste a disposizione"

Quasi peggio di una suocera: è il vecchio tv color, o lo schermo ormai defunto del computer. Legambiente, nella persona del presidente del circolo bustese Andrea Barcucci, torna alla carica scrivendo al sindaco per avere risposta sui "alcuni problemi ambientali gravi": tra questi uno inerente il centro multiraccolta. Si tratta del conferimento dei rifiuti elettronici (RAEE), in particolare vecchi televisori e video. Materiali ingombranti per loro natura (in massima parte ancora tutti a tubo catodico), scomodi da trasportare e che richiedono uno smaltimento accurato con il recupero di tutto quanto è riciclabile, anche perchè contengono un gran numero di componenti e materiali potenzialmente assai nocivi – metalli pesanti in testa. Quanti però si recano al centro multiraccolta di viale Tosi nella zona industriale di Sacconago non sono sicurissimi di potersi liberare dello scomodo "caro estinto" catodico, sia esso un tv color glorioso reduce di Mondiali, Olimpiadi, sparatorie western e Grandi Fratelli, o fedele schermo da pc, santo e martire dopo anni di uso e abuso tra lavoro, videogiochi e chat.

"Sul centro multiraccolta" scriveva Barcucci oggi, lunedì 27 aprile in una lettera apaerta al sindaco, "da numerosi cittadini giungono segnalazioni di difficoltà del conferimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (…) e di abbandono di questi rifiuti nelle zone limitrofe o in strade seminascoste, tra campi e boscaglie". La piazzola ecologica bustese non raccoglie, infatti, che pochi tipi di questi rifiuti, aggiunge l’esponente del Cigno Verde: "le lampade tipo neon e fluorescenti, con un loro cassone; gli schermi e le tivu, con due ceste metalliche". Di questa seconda raccolta, si segnala "la grave incapienza", così scrive Barcucci, "poiché nelle due ceste trovano posto una decina di apparecchi, ovvero in tre ore circa vengono colmate, dopodiché per due giorni non è possibile scaricare nessun video". E non è un problema di banda, come avrete capito: ma sempre di capacità parliamo. Fisica, però. Sul posto il personale, ligio alle regole interne e poco propenso a far entrare chicchessia senza debita autorizzazione dalla direzione, si limita a confermare che la capacità di raccolta è di un metro cubo. Barcucci insiste che i cittadini vengono addirittura dissuasi dal lasciare rifiuti di questo tipo dagli addetti all’ingresso, e ciò in base a superiori direttive. Risultato: "Il buon cittadino deve tornarsene a casa con il suo video, spesso un pesante e fragile televisorone".

"Al di là delle ragioni addotte per escludere i rifiuti RAEE dalla piazzola ecologica
(comunicate tramite un cartelletto in ferro verniciato, in maniera ombrosa) quello che conta sono i risultati prodotti. A decine i bravi cittadini si sobbarcano la traversata della nostra città e, giunti alla meta, si vedono rifiutare un prodotto, anche se residuale come un oggetto vecchio. Signor Sindaco" si appella Barcucci, "questi cittadini pagano la tassa sui rifiuti ed hanno il diritto di scaricare i loro oggetti vecchi; ma, purtroppo, tra le decine di bravi e onesti cittadini ce ne è anche qualcuno che, dopo questo frustrante viaggio, decide di scaricare in qualche viottolo nascosto i rifiuti elettrici ed elettronici.
La domanda è per questo scontata: cosa intende fare per evitare questi abbandoni?".

Il problema è che i quantitativi di rifiuti conferibili non sono infiniti. Normativa di riferimento sono i dlgs 151/2005 e 152/2006. A livello locale è invece alla Provincia che bisogna fare riferimento per ulteriori regolamenti specifici, ci dicono in direzione: «il problema è noto, e ci stiamo attrezzando per affrontarlo». Ma il fatto resta per ora quello: la capacità di un metro cubo di raccolta tra un carico e l’altro diretto ai consorzi di smaltimento non appare sufficiente per una città di ottantamila abitanti incollati ad altrettanti video, spesso vetusti. Negli ultimi anni a livello nazionale si raccoglievano 1,6 kg/abitante l’anno di RAEE, l’obiettivo è di raccoglierne quattro. In mezzo c’è il quantitativo di questi rifiuti che rischia l’abbandono "estemporaneo" dove peggio capita. A beneficio di chi vuole liberarsene, infine, si può ricordare che dal 1° gennaio è possibile lasciarli presso il rivenditore gratuitamente, purché si acquisti un apparecchio della medesima tipologia.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Aprile 2009
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