Flessibilità, internet e Vangelo. La formula vincente degli amici di monsignor Patriarca
Sono partiti dieci anni fa ed erano in 18. Oggi l'associazione "Amici di monsignor Emilio Patriarca" conta migliaia di associati. Hanno superato 3 milioni di euro di contributi per finanziare progetti sociali e pastorali
«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Marco Astuti, presidente dell’associazione “Amici di monsignor Emilio Patriarca”, cita il Vangelo di Matteo. Un’intensa attività associativa che va avanti da dieci anni, esattamente da quando Emilio Patriarca fu ordinato vescovo della diocesi di Monze (Zambia). «Senza accorgercene e senza volerlo – spiega Astuti – abbiamo realizzato un modello associativo che suscita interesse in molti perché ha conservato una impostazione volontaristica pur raggiungendo dimensioni di un certo rilievo».L’associazione non possiede nulla e gli associati si gloriano di non possedere nulla. Si fonda su un modello organizzativo itinerante, a rete, flessibilissimo che non disperde risorse ed energie. Ciascun associato mette a disposizione quello che può, il resto lo fa internet che annulla le distanze e permette di lavorare gomito a gomito anche se la diocesi di Monze è a 5 mila chilometri da Varese.
L’associazione ha raccolto fino ad oggi 3 milioni e mezzo di euro che sono stati destinati a progetti sociali e pastorali. L’emergenza dello Zambia è l’aids e quindi molti progetti sociali vanno a sostegno dei malati, degli orfani e delle vedove, oltre che allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. «Quando si parla di Africa e terzo mondo – continua Astuti – si ha una visione distorta e romantica. Invece anche l’idea di missione si sta evolvendo e c’è un aiuto serio che puo’ venire anche stando qui».
L’associazione ha raccolto fino ad oggi 3 milioni e mezzo di euro che sono stati destinati a progetti sociali e pastorali. L’emergenza dello Zambia è l’aids e quindi molti progetti sociali vanno a sostegno dei malati, degli orfani e delle vedove, oltre che allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile. «Quando si parla di Africa e terzo mondo – continua Astuti – si ha una visione distorta e romantica. Invece anche l’idea di missione si sta evolvendo e c’è un aiuto serio che puo’ venire anche stando qui».
All’atto della sua fondazione, l’associazione contava 18 soci, oggi sono migliaia. «La bellezza di mettere le proprie forze al servizio dei poveri fra i più poveri – conclude Astuti – ha “contagiato” e continua a contagiare sempre nuove persone che vogliono vivere fino in fondo l’esortazione del vangelo».
(foto, da sinistra: Marco Astuti e Monsignor Emilio Patriarca)
(foto, da sinistra: Marco Astuti e Monsignor Emilio Patriarca)
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