La Chiesa e i litiganti di Roma
La realtà ecclesiastica interviene con richiami appropriati e suggestivi in ordine all’accoglienza dei rifugiati. Potrebbe però avere un ruolo di grande rilievo offrendo ospitalità dignitosa
Gli italiani sono un popolo unito solamente davanti alle grandi calamità e quando gioca la nazionale di calcio: per le altre vicende, siano essere politiche, sociali, economiche, culturali, la fraternità a tambur battente va in soffitta per fare posto a un incredibile campionario di egoismi e contrapposizioni.
Oggi si assiste al peggio, ma non guasta ricordare il Dopoguerra fatto di valutazioni, tensioni e scontri a tutto campo, in primo piano la battaglia politica tra filoamericani e filosovietici. Degni di menzione, sempre nell’ambito del tutti contro tutti, i ribaltoni, comunque utili e talora anche gioiosi, degli Anni 60, ma con alcune devianze culturali che poi portarono alla notte della Repubblica, definizione di Sergio Zavoli dell’attacco terroristico alle istituzioni democratiche.
“ Mani pulite” indirettamente, negli Anni 80, inaugurò la stagione dell’imbarbarimento politico, sinfonia oggi suonata in tutta Italia con più variazioni e dovute al passaggio a nuove filosofie del potere che hanno previsto la divisione del mondo politico in due blocchi contrapposti, guidati da “uomini forti”.
Chiedere di questi tempi armonia e collaborazione tra i due schieramenti sembra un’utopia dal momento che essi passano il tempo a rinfacciarsi errori e a insultarsi, eppure ci sono problemi che richiedono e con urgenza una forte unità. Come l’immigrazione. La linea dura del ministro Maroni, con i barconi, stracarichi di poveracci, rispediti ai luoghi di partenza, ha suscitato polemiche ancora più violente del solito, se possibile, ma un aspetto positivo l’ha avuto dal momento che Unione Europea e addirittura l’ONU sono state costrette a interessarsi del problema che non può, anzi non deve essere solo italiano.
Qualche bordata contro il governo è arrivata anche dai vescovi e mi ha colpito un appassionato intervento che accostava gli immigrati respinti a Gesù perseguitato.
La Chiesa interviene con richiami appropriati e suggestivi, sono però convinto che possa anche avere, in ordine all’accoglienza dei rifugiati, un ruolo di grande rilievo offrendo ospitalità dignitosa a chi oggi è costretto a lunghi soggiorni in campi che a volte ne richiamano altri di triste memoria.
Ci sono infatti in Italia una quantità di seminari vuoti e di edifici, altrettanto disabitati, appartenenti a istituzioni religiose. Con tutte le garanzie del caso, anche quella degli affitti pagati da Italia e Unione Europea, soprattutto per le donne e i bambini e per chi appare un rifugiato politico e non un clandestino, ecco un’ ccoglienza che più evangelica non può essere.
Un intervento di questo tipo da parte della Chiesa avrebbe forti riscontri internazionali e darebbe occasione ai litiganti di Roma di trovare un significativo momento di unità nel segno della massima attenzione a una grave questione umanitaria e di sicurezza nazionale.
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