Perseguita l’ex fidanzata, arrestato

In manette un giovane albanese che minacciava l'ex fidanzata bollatese: i carabinieri hanno convinto la ragazza a raccontare tutto

Terzo arresto per “stalking”, nel giro di due settimane, da parte dei Carabinieri della Tenenza di Bollate. Dopo l’imprenditore di Cornaredo che aveva perseguitato gli ex soci d’azienda – arrivando addirittura ad incendiare delle auto e ad uccidere un cane – e l’81enne di Bollate che aveva minacciato e tentato di accoltellare i vicini di casa, ieri è toccato ad un giovane albanese.

Si tratta di M.L., 20 anni, senza fissa dimora, nullafacente, già con pregiudizi di Polizia per reati contro il patrimonio. Il soggetto non si era rassegnato alla fine della relazione sentimentale con una coetanea barista bollatese. Dopo che la ragazza aveva troncato, da circa un anno, il rapporto, l’albanese aveva iniziato a perseguitarla.

Minacce personali e telefoniche anche a mezzo di sms, pedinamenti, ingiurie e perfino percosse che la vittima, temendo più gravi ritorsioni, non aveva mai avuto il coraggio di denunciare. Atti persecutori che procuravano nella ragazza uno stato di ansia e di terrore, costringendola a cambiare le proprie abitudini e di fatto a non uscire più di casa se non per recarsi al lavoro. 

Avuta notizia della situazione, i militari bollatesi avvicinavano nei giorni scorsi la vittima, conquistandone la fiducia ed inducendola a raccontare il supplizio subito da mesi. All’ennesima minaccia, avvenuta sotto casa della ragazza mentre la stessa stava uscendo per recarsi al lavoro, i Carabinieri intervenivano in flagranza di reato, arrestando per “stalking” il ragazzo. Proprio la reiterazione delle condotte poste in essere dall’autore del reato giustificava l’adozione della misura restrittiva nei suoi confronti.

 «La nuova norma introdotta dall’art. 612-bis del codice penale – commenta il capitano Luca Necci della Compagnia di Rho – si sta rivelando un efficace strumento investigativo, il quale consente di reprimere con l’arresto condotte prima riconducibili a fattispecie minori – ad esempio minacce – e come tali non giustificanti l’adozione di misure restrittive. Una disposizione che ha l’ulteriore indubbio vantaggio di impedire che le condotte persecutorie possano degenerare in reati più gravi. E’ tuttavia necessario pubblicizzare maggiormente la norma, atteso che molte delle potenziali e reali vittime non ne sono ancora a conoscenza»”

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Maggio 2009
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