“Pochi mezzi e tanti tagli”: il grido d’allarme del sindacato di Polizia Siap Uil

Il segretario provinciale del sindacato di Polizia Siap Uil, Francesco Cianci, riassume lo stato di disagio di agenti e funzionari delle forze dell’ordine con una nota circostanziata e ricca di particolari

«L’allarme cresce, ma le risorse sono sempre meno». Il segretario provinciale del sindacato di Polizia Siap Uil, Francesco Cianci, riassume lo stato di disagio di agenti e funzionari delle forze dell’ordine con una nota circostanziata e ricca di particolari: «Dopo anni di tagli strutturali alle risorse, il livello operativo delle Forze di Polizia Nazionali non è mai stato più basso di così. Si deve constatare una quotidianità fatta di autovetture inefficienti per la carenza dei fondi di manutenzione, di computer obsoleti e di apparecchiature malandate, di logistica costantemente insufficiente, e di tagli agli straordinari: addirittura il personale sta ancora aspettando il pagamento di quelli di gennaio, febbraio e marzo – spiega Cianci -. Per contro, la cronaca propone gli argomenti dell’agenda politica: militari in strada, sindaci sceriffi, patti per la sicurezza, ronde. Insomma, qualsiasi cosa, fuorché assicurare le risorse che servono alle Istituzioni per garantire alla gente un servizio al passo con le attuali esigenze di sicurezza; basterebbe affrontare questo aspetto, e razionalizzare il coordinamento, per dare finalmente a questo Paese un sistema di sicurezza moderno. Invece si stanno facendo passi indietro, non si ascoltano le richieste delle Forze di Polizia Nazionali e dei Vigili del Fuoco, dove si è creato in clima di “emergenza risorse” che peggiora anno dopo anno, e non si può neppure credere che tutto questo sia dettato dalla necessità di produrre dei risparmi di spesa, visto che non si è ancora messo mano alla soppressione degli Enti inutili.
E’ per invertire la tendenza che l’intero mondo sindacale della Polizia di Stato – tranne il SAP, un sindacato autonomo – ha indetto per domani una giornata di mobilitazione nazionale, orientata a esprimere il dissenso della categoria alla proposta di istituzione delle ronde, che costituisce la manifestazione più evidente del cedimento dello Stato in tema di controllo del territorio. Non si tratta solo dell’ennesimo passo indietro, ma si tratta di una svolta irreversibile e pericolosa, fondata su forme organizzative che pur appagando i protagonismi locali non danno alcuna garanzia di affidabilità, e che in ogni caso assorbiranno risorse ingenti – prosegue la nota -. Ma quello attuale non sembra certo il momento più adatto per concedersi dei cedimenti, visto che in tutta la Lombardia si sta combattendo una dura battaglia contro le mafie, che stanno completando un lungo percorso di occupazione della regione più ricca e produttiva del paese. Ogni settimana una banda viene sgominata, si scopre che Milano rifornisce Palermo di cocaina, ma anche che la provincia di Varese sta sprofondando nella morsa delle mafie, come dimostrano i casi recenti di Busto Arsizio e di Ferno/Lonate Pozzolo. Eppure, con quest’ultimo caso, dalla provincia di Varese viene il più chiaro insegnamento sull’efficacia dell’azione che i sindaci possono realmente sviluppare quando assumono la veste di difensori della loro comunità e sono sostenuti dalle Istituzioni: questo è un modello vincente, altro che ronde e sindaci sceriffi, che rischiano solo di creare il caos nel settore della sicurezza. Sempre a Varese, in adesione alla mobilitazione nazionale, domani (5 maggio) si terrà in Questura una assemblea del personale, per discutere della gravità dell’attuale situazione, e per richiamare la politica alla giusta attenzione alle Forze di Polizia, che costituendo il primo riferimento per chiunque nei momenti di emergenza, devono essere in condizione di poter assicurare l’azione di controllo del territorio che è necessaria. Se il Parlamento dovesse approvare l’istituzione delle ronde, da Varese proporremo alla Segreteria Nazionale del SIAP di estendere all’intera area mobilitata la promozione di un referendum abrogativo, proprio per difendere la funzione delle Istituzioni».

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Pubblicato il 04 Maggio 2009
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