Accam, l’assemblea approva il rendiconto di gestione 2008
Provvidenziale una proroga degli incentivi CIP6. Banche pronte a finanziare i 35 milioni del revamping, mentre si attende che Busto riveda la convenzione con l'ex consorzio. Maggiore efficienza per l'impianto: più energia da meno rifiuti. Comuni "ritardatari" nei pagamenti
Assemblea Accam con convitati di pietra a Palazzo Gilardoni. I sindaci dei ventisette Comuni (o i loro delegati) hanno approvato – astenuta la sola Arsago Seprio – il rendiconto di gestione del 2008, introdotto dal presidente della società Paolo Cicero e illustrato nel dettaglio dal vicepresidente Luciano Cremonesi.
Avrebbe dovuto trattarsi di un’assemblea già decisiva per l’ex consorzio, ma si è tuttora che in attesa che a Busto Arsizio si decida la modifica della convenzione che lega Accam SpA al Comune. L’irrompere sulla scena del “modello Vedelago” proposto da parte delle opposizioni, e che ha incontrato un certo interesse anche da parte di settori della maggioranza, ha però complicato le cose. È in forse, anzi al momento ben poco probabile, che nel consiglio comunale del 2 luglio si vada a discutere tanto della convenzione rivista e aggiornata secondo i desiderata di Accam quanto della “delibera Vedelago” avanzata dal fronte anti-inceneritore per proporre l’adozione di un modello totalmente diverso di gestione dei rifiuti, mostratosi fattibile in una realtà fortemente industriale ed urbana come quella trevigiana. Intanto Accam ha già fissato una nuova riunione dell’assemblea per il 20 o 23 luglio. Per allora Busto dovrà aver deciso e votato.
Fra le comunicazioni date dal presidente Cicero ai Comuni soci, spicca quella secondo cui le banche (non è stato precisato quali) hanno espresso disponibilità a finanziare il revamping, operazione da circa 35 milioni di euro di costo. Intanto 14 aziende si sono già fate avanti per il complesso intervento sulle strutture tecniche dell’inceneritore di Borsano. Fra le altre novità positive comunicate ai soci quella di una proroga di sei mesi del CIP6, la contestata norma che parifica, caso unico in Europa, l’energia da incenerimento rifiuti alle rinnovabili, fino a novembre: permetterà di chiudere anche quest’anno con un utile leggermente superiore a quello del 2007. Il fatto che i bilanci degli inceneritori siano soggetti, in ultima analisi, a fattori politici molto più che economici è stato fatto notare più volte dai loro detrattori.
L’utile di Accam per il 2008 si attesta a 312.000 euro, importante il contributo all’attivo della vendita di energia elettrica, la cui produzione è cresciuta di oltre il 12% – 43 i milioni di Kwh immessi in rete nell’anno – pur in presenza di una marginale riduzione (sul 2%) dei rifiuti bruciati. Un’Accam vocata all’efficienza, che ha ricevuto il 25 giugno la certificazione ambientale ISO 14001 ed ha affidato la gestione del ciclo dei rifiuti, fino allo smaltimento dei residui, alla società Europower. Ben 134.000 le tonnellate di rifiuti conferite all’impianto nell’annata, va contata anche una parte non trascurabile di umido che viene stoccato per essere inoltrato ai lontani impianti di compostaggio (Legnano è “autocandidata” a costruirne uno a non più di tre chilometri dall’inceneritore).
Sul piano strettamente finanziario si nota qualche “se” e qualche ma”. Cremonesi fa notare che le tariffe Accam di fatto, in termini reali rispetto all’inflazione, sono bloccate, e anzi un 15% inferiori a quanto “dovrebbero” essere. Viene sottolineato che on la convenzione in essere con Busto, i proventi straordinari sono diventati oneri straordinari. E’ chiaro che non è solo la durata di quella convenzione ad essere in discussione, ma anche il conquibus dovuto a Busto.
Un altro problema chiave è che i Comuni, quasi tutti, non pagano nei tempi dovuti, e in qualche caso particolarmente serio si è dovuto muovere personalmente Cicero per sollecitare. Anche perchè, parole sue, «in aprile-maggio ci siamo trovati in difficoltà con i pagamenti ai fornitori, le casse erano vuote». In tempi di vacche magre per le casse degli enti locali, la cosa non sorprende più di tanto. E anche Cremonesi lancia l’appello ai Comuni: «cercate di pagare per tempo».
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