In piazza a seno scoperto, ma per allattare

Un gruppo di mamme decide di allattare i propri figli in piazza per sensibilizzare all'allattamento al seno. Pratica naturale, ma che crea ormai troppo imbarazzo sociale

Erano un gruppo di una decina di mamme, solari e allegre, con i figli più grandi, i marsupi colorati , passeggini e carrozzine. E con i loro piccoli attaccati al seno, a mangiare, come natura vuole.
Ma non era una immagine bucolica, un gruppo di mamme in gita all’una di pomeriggio: era una manifestazione in piazza, più precisamente in quella più centrale di Varese, piazza Monte Grappa.  Allattavano davanti a tutti per sensibilizzare su un argomento che diventa sempre più tabù, in un mondo dove il seno è esibito in tutte le salse, tranne che in quella che gli è più propria.
«E invece si tratta di un gesto naturale, non un esibizionsmo – spiega Marta Campiotti, ostetrica che da anni si batte per una situazione – E non è giusto che la società lo rifiuti». Il motivo dell’”estremo gesto” di allattare in piazza è infatti questo: per una volta esibito, l’unico modo per sensibilizzare all’allattamento era farlo "en plein air". In reazione e a sostegno di chi, come ci hanno spiegato le mamme, è stata allontanata dal grande magazzino o dal ristorante, o è stata chiusa in uno sgabuzzino "per non disturbare" mentre era dal pediatra.«Non è facile trovare un posto per allattare, quando si è in giro. Io una volta sono finita in un bar, e non posso che ringraziarli per l’accoglienza – spiega Cristiana, una delle “mamme manifestanti”, di Varese – certo che ora che viene il bel tempo non mi dispiacerebbe trovare un angolo accettabile anche nella pista ciclabile, dove di solito ci si va con tutta la famiglia».
Idee non campate per aria, e che qualcuno ha anche messo già in pratica: «Alla fiera del libro di Torino quest’anno hanno allestito un’area allattamento, e hanno registrato un aumento delle visite delle famiglie con bambini piccoli – spiega Marta – Senza contare l’iniziativa veronese, dove diverse farmacie hanno allestito un angolo allattamento per poter dare da mangiare ai bambini con serenità, e quella milanese, dove sono stati allestiti angoli analoghi in alcuni negozi».
Cose che qualche negozio della provincia ha deciso di seguire, ma ad una prima conta sono soltanto un paio: il negozio per bambini Tabata, in centro a Varese, e “0-100” a Sesto Calende.  «Ma sarebbe davvero bello scoprirne altri, che fanno un servizio così importante».
A prevalere nel territorio, invece, è l’imbarazzo: «A me è capitato di avere la bambina che strepitava di fame in un supermercato: mi sono appartata nella zona delle acque minerali, la più discreta possibile – racconta Daniela di Luino – Ma sono stata redarguita dalla Guardia Giurata che mi ha detto di smettere, perchè “non potevo fare in pubblico una cosa del genere”. Gli ho detto di mandarmi il direttore, ha desistito».
Il problema è, spesso, il cercare  di conciliare incombenze sociali e la presenza di un bambino in età di allattamento. «Uscire d’inverno, per esempio,  è difficile. Un luogo riscaldato è necessario, e trovarlo è un’impresa» spiega Barbara di Taino, al terzo figlio «allattato, in fondo, senza grossi problemi».
«Quel che si perde è l’esperienza sociale della maternità – spiega Fiorella Gazzetta, medico di base di Varese, che ha raggiunto le mamme a sostegno della causa – mancando il contesto, le mamme si ritrovano troppo spesso sole, dopo un’esperienza di parto in ospedale che favorisce in teoria l’allattamento ma non permette una sufficiente informazione di base».
Queste mamme, invece, hanno scacciato la solitudine della loro condizione aggregandosi: prima in una associazione di genitori dal nome TraMama, che aiuta l’informazione reciproca sulle problematiche dei figli più piccoli.
Poi, con questa manifestazione: che non è rimasta inosservata. 

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Allattamento in piazza 4 di 18
di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 giugno 2009
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