Il lungolago e il muro della discordia
In città fioccano le petizioni per un muraglione di 50 metri che impedisce la visuale. Si scatena la protesta su facebook, ma per l’amministrazione il progetto va visto finito e nella sua complessità
Proteste e petizioni, raccolta firme e immancabile, la pagina su Facebook, dove commentano consiglieri di minoranza e vicesindaco, negozianti e turisti. I luinesi, insomma, al loro lungolago ci tengono. Anche se a scomparire dalla vista sono "solo" 50 metri di panorama, che dal viale Dante, strada di ingresso alla città, non sarà più visibile. Protestano i cittadini della zona, protesta l’albergatore protestano perfino i membri della stessa maggioranza, che ieri, in sei hanno presentato una petizione in comune per chiedere una modifica in corso d’opera del progetto. In pratica il comune ha deciso di risistemare l’area a lago proprio nei pressi del grande sterrato che si vede entrando in città. Piante, giardini, scalinate che fanno arrivare direttamente sull’acqua e anche un muraglione che ospiterà, una volta finito, un esercizio pubblico. La costruzione dell’opera è incominciata all’inizio di luglio e con l’innalzarsi del muro sono iniziate le proteste. «Si tratta di una strumentalizzazione politica di qualcuno cavalcata ad arte – spiega il vice sindaco
Vincenzo Liardo – . La prova ne è che il progetto di risistemazione dell’area a lago è stato presentato due volte in consiglio comunale. Il rendering (una sorta di prospetto tridimensionale del progetto disegnato su carta, nella foto qui a destra) era a disposizione di tutti e la sola osservazione è arrivata dal consigliere Pellicini».Certo, nei giorni scorsi si è arrivati a paventare la crisi di giunta, dopo che alcuni componenti della maggioranza, tra cui tre assessori, hanno presentato la richiesta di bloccare tutto.
«I lavori sono fermi e riprenderanno tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre – spiega Liardo – . Al ritorno dalle vacanze ci sarà una riunione di maggioranza per discutere della cosa. Fino a che non avverrà questo chiarimento, i lavori resteranno fermi». Intanto in città c’è già chi parla di ecomostro, come i rappresentanti del Partito democratico che hanno in una nota spiagato la loro posizione. "Non siamo contro il progetto di risistemazione del lungolago – dicono – ma ascoltiamo l’appello della popolazione: errare è umano, ma perseverare è diabolico"
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