Mauro, primo successo tra fede e “campanile”
Corre con un tatuaggio dedicato a Gesù, sorride per la vittoria di un comasco in terra varesina e ringrazia il compagno Marzano. Ecco il mondo di Santambrogio. Ballerini: "La Tre Valli? Superiore al Pro Tour"
Abbassa lo sguardo con umiltà quando ricorda chi lo paragona a Paolo Bettini, sorride beffardo mentre ricorda la rivalità tra Como e Varese, sfiora appena un’espressione di rabbia nel momento in cui ricorda quelli le critiche che qualcuno gli ha “dedicato” in passato.
Mauro Santambrogio, 24 anni e faccia da bambino dei “manga”, con i capelli che gli sparano da sotto il cappellino e che giura di non tagliarsi neppure dopo questo successo, racconta così l’azione che gli è valsa la Tre Valli numero 89. «Arrivati in quella formazione all’ultimo chilometro sapevo di essere il più veloce del terzetto. Questo è un arrivo adatto alle mie caratteristiche e allo sprint ho finalmente colto la vittoria da professionista».La Tre Valli è infatti il primo successo nella massima categoria del giovane brianzolo che, curiosamente, aveva vinto nel 2006 una gara open (aperta sia a “pro” sia ad “élite”) a Brissago, dopo aver compiuto il giro del Lago Maggiore.
«Si vede che le strade vicine a casa mi portano fortuna: ho sfiorato il successo nei giorni scorsi in Portogallo ma evidentemente era destino che dovessi vincere qui». Poi Santambrogio la butta sul “campanile”: «Un successo in provincia di Como, in una gara organizzata da una società varesina è davvero una soddisfazione particolare viste le rivalità tra le nostre province».
E a contornare la vittoria c’è anche un pensiero rivolto al Cielo: «Ho un tatuaggio che dice “Porto Gesù con me, nessuno sarà contro di me" (nella foto, sul braccio sinistro) e ho al collo due rosari». Chiamarsi Santambrogio, aggiungiamo noi, è l’aggiunta definitiva per un aiuto dall’alto. Curiosamente il cognome del vincitore è identico alla ragione sociale dell’azienda del presidente della Binda, Renzo Oldani («organizza viaggi… sola andata» scherza Ballerini, riferendosi all’impresa di onoranze funebri del patron) che infatti sorride mentre gli stringe la mano.
Il vincitore non dimentica Marco Marzano, il suo compagno di squadra nella fuga decisiva: «Ha corso davvero per farmi vincere, è stato grandissimo. Nella riunione del mattino avevamo deciso proprio questa tattica: entrare almeno in due in fughe con oltre dieci uomini. Lo abbiamo fatto io e Marco ed è andato tutto bene. Vuol dire che la scelta fatta dai miei tecnici, che mi hanno richiamato con un giorno di anticipo dal Portogallo, è stata azzeccata fino in fondo».
Accanto a Santambrogio siede Franco Ballerini, già proiettato da tempo (con la testa) al mondiale di Mendrisio. «Ballan e Cunego sono senz’altro due corridori importanti, mi auguro che soprattutto per Damiano la Vuelta porti una buona condizione. Per quanto riguarda i varesini dico che io non regalo nulla a nessuno, tanto meno una maglia azzurra. Però Basso in certe condizioni può essere l’uomo ideale e Garzelli, se in forma, ha le caratteristiche giuste per fare da perno della squadra. Li aspetto».
Sul vincitore, il ct azzurro spiega: «Oggi Mauro si è espresso davvero ai suoi livelli, quelli che stiamo attendendo fin da quando correva nelle giovanili. Spero che adesso capisca che questo è il suo vero potenziale: anche io vinsi la Tre Valli come prima corsa tra i professionisti, spero che lui abbia una carriera anche superiore alla mia».
E per concludere, una carezza alla Tre Valli. «Dite che volete entrare a far parte del circuito Pro Tour. Io, che non lo amo molto, sostengo che sia il Pro Tour a dovervi invitare, visto il livello di organizzazione che ogni anno garantisce la Binda».
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