“Una squadra anonima, ma un grande gruppo”
Sannino invita a dimenticare la prima vittoria e a guardare al cammino che resta da fare
Allenatori e giocatori appena entrano nella sala stampa del Franco Ossola guardano il televideo e i risultati. Si sa, la prima di campionato non è mai un test attendibile e si cercano conferme a questa regola nella classifica provvisoria. «Io sono abbastanza vecchio per dire che il campionato vero deve ancora iniziare» dice Giuseppe Sannino. Si sa, lui è un grande motivatore, ma al tempo stesso è anche uno che non vuole creare facili illusioni. E non è un caso che nella sala stampa riecheggiano le tre parole da lui preferite quando si parla di calcio: orgoglio, sudore e sofferenza. A lui non piace nemmeno pensare agli allori. Adagiarvisi, impensabile . «È stata una gara molto impegnativa che è andata oltre le nostre aspettative – commenta a caldo l’allenatore del Varese -. Ora dimentichiamola e mettiamola alle spalle perché ci sono ancora 39 punti da conquistare e domenica c’è il Como. Non pensate che aver vinto due a zero contro una squadra con il blasone del Perugia sia la prova di un cammino semplice. La squadra la si vedrà nei momenti peggiori».Sannino sa essere riconoscente con i suoi giocatori, soprattutto con chi è costretto in panchina o in tribuna. «Noi siamo una squadra anonima, ma un grande gruppo. Dopo essere andati in vantaggio al secondo minuto potevamo sentirci appagati dal risultato acquisito, invece abbiamo giocato con attenzione, a testa alta. Abbiamo saputo tenere la palla, quando un tempo soffrivamo. Io non dimentico il passato. I Claiton, i Gambadori, i Camisa, questa è gente che sul campo ci ha dato ardore e ci ha permesso di arrivare fin qui».
Il Perugia ha dato la sensazione di essere una squadra incompiuta, sensazione confermata dal suo allenatore Giovanni Pagliari: «Siamo un cantiere aperto- ha esordito il mister del Perugia – e il Varese oggi ha meritato la vittoria. Si vede che è una squadra già assemblata, cosa che in questa fase aiuta molto. Siamo comunque all’inizio del campionato e i veri valori devono ancora uscire, quindi ci sta, ad esempio, che il Benevento perda a Foligno. Ciò non toglie che l’atteggiamento dei miei non mi è piaciuto, abbiamo giocato palle alte davanti quando le nostre caratteristiche sono per un gioco più tecnico». Pagliari non ha risparmiato una piccola nota polemica: «Penso chel’Italia sia l’unica nazione al mondo dove si gioca con il mercato ancora aperto, aspetto che non favorisce la concentrazione di quei giocatori che sono sul piede di partenza».
Tra i più applauditi al Franco Ossola Giulio Ebagua che ha fatto un gol e una buona partita. «Qui c’è un bell’ambiente un bel pubblico – dice l’attacante – . Fa piacere essere applauditi, ma io mi carico da solo. Sul gol sono stato molto fortunato perché la palla mi è capitata tra i piedi e ho calciato di collo esterno. Comunque, il mio obbiettivo per quest’anno è arrivare in doppia cifra».Il nigeriano ha un carattere forte, a volte provocatorio. In campo si fa rispettare e spesso rischia di far saltare i nervi agli avversari. «Io non ho paura né dei difensori, né dei falli. Sono loro che devono aver paura di me perché non mi faccio intimidire, se ce n’è bisogno sono io che cerco la lite».
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