Besnate si scopre più attenta alla persona

Educativa di strada, scuola d'italiano per stranieri, servizio di trasporto per anziani e non autosufficienti sono i servizi che l'Amministrazione sta mettendo in campo

Una rete di servizi e interventi rivolti alle fasce deboli della popolazione:  l’Amministrazione comunale di Besnate mette in pista i primi progetti, destinati a intervenire in particolare a supporto dei cittadini in situazione di disagio, dai minori agli anziani, agli immigrati. «Abbiamo deciso di partire dalla scuola, come luogo di attenzione» spiega l’assessore ai servizi sociali e pubblica istruzione Clementina Giudici. «Già in campagna elettorale avevamo sottolineato la necessità di affrontare la questione del disagio adolescenziale e l’emergenza educativa». Il progetto messo in campo dall’Amministrazione prevede l’intervento di un educatore professionale, che segua i ragazzi non solo a scuola, ma anche nei tempi extrascolastici. Dato che nei piccoli paesi spesso l’oratorio è uno dei pochi punti di ritrovo per i giovanissimi, «al di là della fede religiosa dei ragazzi»,  si punterà proprio sulla collaborazione con la realtà già esistente, con un intervento di supporto ai volontari della parrocchia. Il lavoro dell’educatore, che sarà regolato da apposita convenzione dopo un bando di gara, prevederà anche l’assistenza ai ragazzi disabili e in situazione di particolare disagio, anche domiciliare.
Partirà in tempi brevi l’altro progetto, quello di educativa di strada: gli educatori della Cooperativa Lotta all’Emarginazione seguiranno i ragazzi che si ritrovano nelle strade del paese, monitorando eventuali situazioni di disagio ed emarginazione. Al di là dell’oratorio, molti ragazzi si ritrovano infatti nei giardinetti di via Mylius o al parchetto di via Aldo Moro.
È invece già in fase sperimentale – per tre settimane – il progetto Pedibus, per l’educazione alla mobilità sostenibile dei bambini delle scuole primarie.
  
I progetti non riguardano però solo i giovani e gli adolescenti. Per l’integrazione degli immigrati è prevista l’attivazione di una scuola d’italiano, in collaborazione la Caritas. Un primo passo di attenzione per promuovere una reale integrazione ed evitare ghetti all’interno del paese. «Per gli anziani invece stiamo pensando al servizio “Trasporto amico”, per l’assistenza e il trasporto delle persone non autosufficienti». Anche in questo caso il servizio sarà realizzato in collaborazione con il volontariato locale, per evitare di disperdere energie. Sempre agli anziani (ma non esclusivamente) è rivolto il servizio “Pasto amico”, per la fornitura a domicilio di pasti caldi gratuiti.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Ottobre 2009
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