La provincia di Varese protagonista

Quattro realtà su dieci della nostra provincia fanno parte di Twister. Artisti italiani e internazionali in opera nei nostri musei

lobbert twisterDiversi per storia, collezione e tradizione: Museo Bodini di Gemonio, Villa e Collezione Panza di Varese, GAM Civica Galleria di Gallate e Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate sono coinvolti nel grande progetto promosso da Regione Lombardia per valorizzare l’arte contemporanea. Ben quattro realtà su dieci di Twister fanno parte della provincia di Varese e sabato 3 ottobre inaugureranno le opere site-specific realizzate in questi mesi dagli artisti selezionati.



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Progetti molto differenti che affrontano con specificità il rapporto con la collezione e la realtà locale guidati come capofila del progetto proprio dalla GAM di Gallarate.

Tra le più interattive, l’opera “Per grazia ricevuta” realizzata da M.me Duplok a Gemonio. Nata con l’idea di avvicinare i cittadini del paese alla realtà museale spesso poco conosciuta o affatto frequentata. Dopo una vero e proprio casting, sono stati selezionate 100 persone che faranno ciascuno il custode del museo per un giorno a fronte di un rimborso di 80 euro. L’arte paga, nel vero senso della parola, in questo progetto artistico beneficiando un po’ tutti: i custodi, il pubblico che potrà vedere aperto il Museo, gli artisti che hanno potuto realizzarlo, e il Museo che potrà annoverare nuovi visitatori. Tutti coloro che sono coinvolti (custodi e pubblico) saranno fotografati e la loro immagine andrà a riempire la parete esterna del museo in una vera opera work in progress.

Concettuale e perfettamente in armonia con la collezione Chiara Dynys propone a Villa Panza “Dietro di sé” lavorando ne tempietto del parco. Una stanza ideale dove un segnale luminoso avvolto in una strana nebbia appare al visitatore ad intervalli regolari. L’infinità dei nostri pensieri sono visualizzati da una spirale luminosa “intrappolata” per così dire all’interno di un pannello quale trasposizione del fascino della mente umana: infinita nella sua potenziale immaginazione, chiusa dentro un corpo fisico con il quale dobbiamo convivere.

Massimo Bartolini (foto a fianco) nella nuova sede  della GAM Civica Galleria di Gallarate lavora, invece, proprio nel luogo fisico di congiunzione tra il Museo e il pubblico: la cancellata di ingresso. Altissime aste di ferro proseguono la ringhiera della cancellata slanciando verso l’alto la struttura, ricordando più l’immagine di una foresta di pioppi che l’ingresso al museo, dove la leggerezza è l’elemento più evidente.

Un lunghissimo tappeto rosso, visibile anche dalla strada della Mornera, dà in benvenuto alla nuova sede della GAM realizzata per il Premio Gallarate dai tedeschi Maik e Dirk Lobbert (foto in alto). Pulita, lineare e di dimensioni monumentali si presenta come una vera e propria scultura ambientale elaborando la situazione esistente con il gioco della geometria, tra simmetria e asimmetria, razionalità e irrazionalità.




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Pubblicato il 02 Ottobre 2009
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