Scatta la distribuzione del bancomat ai poveri

La social card comunale è partita: ne beneficeranno 257 persone per 8 mesi grazie alla Fondazione Ubi Banca

E’ iniziata la distribuzione dei bancomat comunali destinati ai poveri. Assegneranno il diritto a spendere 50 euro al mese, in generi alimentari di prima necessità. E tuteleranno la pricavy, nessuno si accorgerà che sta pagando un assistito dal comune. L’assessorato ai servizi sociali ha scelto 215 famiglie, per un totale di 257 persone coinvolte (da alcuni nuclei ne sono state date due). I beneficiari sono stati convocati, con una lettera, alla Banca Commercio e Industria di piazza Battistero, dove i funzionari stanno consegnando loro dei bancomat, uguali in tutto a quelli di un normale cliente bancario. Dentro la tessera, ci sono già 50 euro utilizzabili, ed entro il 20 del mese prossimo saranno caricati altri 50 euro. Non sono cifre astronomiche ma «permetteranno di comprare generi alimentari la quarta settimana del mese»  sottolinea il sindaco Attilio Fontana.  
L’assessore giura però che controllerà il corretto utilizzo dei soldi, guai a chi sgarra: «Se qualcuno se li andrà a giocare- fa notare Gregorio Navarro – gli sarà revocato il diritto a usare la tessera». Il bancomat comunale – o social card comunale – parte con qualche mese di ritardo per problemi tecnici ma finalmente è al via. Durerà 8 mesi, grazie ai 100mila euro messi a disposizione dalla Fondazione Ubi Banca: «Abbiamo cercato di dare un aiuto concreto alla città, speriamo sia apprezzato» commenta Antonio Bulgheroni, presidente della Fondazione.
L’assessore ai servizi sociali Gregorio Navarro è raggiante; da mesi stava elaborando un progetto per aiutare i poveri coinvolgendo diverse persone. «Ne ringrazio personalmente una in particolare – spiega – il giornalista Pierfausto Vedani, che mi ha sostenuto e consigliato in questi mesi».
Adesso, l’appello dell’assessore è al buon cuore dei varesini, e la sua speranza («io credo molto nella provvidenza») è che le donazioni non si interrompano affinché si possa continuare, anche in futuro, l’erogazione di contributi. Intanto, grazie a un contributo ottenuto dal Rotary Club di Varese (presente il presidente Antonio Franzi), dal Credito Bergamasco e da un privato, sono stati stanziati altri 12mila euro, con i quali il Comune ha pagato tutte le bollette a 35 famiglie che non ce la facevano.
Riassumendo, il bancomat comunale permetterà di aiutare un quarto delle famiglie povere assistite dal Comune; sono mille, infatti, i  nuclei che i servizi sociali considerano a rischio in città, molti dei quali assistiti con un contributo del «fondo canone affitto» che ammonta a 243mila euro. E’ tanto o è poco? Fa abbastanza il comune per i poveri? «Direi di sì – conclude il sindaco Attilio Fontana – il 90 per centro del bilancio comunale, se escludiamo gli stipendi dei dipendenti, va ai servizi sociali e alle scuole».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2009
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