Prosperini arrestato per pericolo di inquinamento delle prove
L’ordinanza del Giudice delle indagini preliminari spiega anche come l’assessore regionale avesse intascato 230 mila attraverso un giro di sovrafatturazioni
Vi era il pericolo di inquinamento delle prove d’indagine. Ecco perché Gianni Prosperini, l’assessore regionale lombardo, è stato arrestato mercoledì sera dalla Guarda di finanza nell’ambito delle indagini su un presunto giro appalti e tangenti. La domanda che sorgeva in seguito all’arresto era soprattutto cosa avesse indotto i giudici a emettere il provvedimento. A dare la risposta sarebbe la stessa ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, Andrea Ghinetti, secondo cui Prosperini, accusato di aver accettato una tangente di 230 mila euro, avrebbe avuto la disponibilità diretta o indiretta di diverse società off shore e che, durante le indagini, abbia avvicinato anche alcuni testimoni dopo che questi avrebbero rilasciato delle dichiarazioni agli investigatori.Nell’ordinanza il Gip specifica anche che gli amici chiamavano l’assessore “Il Boss”. Nel dettaglio viene anche spiegato come avesse intascato i 230 mila euro: attraverso delle sovrafatturazioni per le pubblicità dell’emittente televisiva Odeon tv.
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