Stangata sulla Pro Patria: cinque squalificati
Giudice sportivo implacabile dopo le proteste verso l'arbitro Bietolini. Tre giornate a Lombardi e Melara, una a Barbagli. Fermati anche Di Fusco e il presidente Tesoro. Un turno di stop per l'allenatore del Varese Giuseppe Sannino
Il finale della partita di domenica scorsa tra Pro Patria e Benevento faceva temere il peggio, e il peggio è puntualmente arrivato. Le decisioni del giudice sportivo sono una mazzata notevole sulle spalle dei tigrotti, già danneggiati dall’arbitraggio del signor Bietolini di Firenze e oggi ulteriormente giustiziati dal comunicato settimanale con inibizioni e squalifiche.
Partiamo dal presidente, Antonio Tesoro (nella foto), che nel dopopartita aveva tuonato in sala stampa di voler chiedere un’inchiesta sull’operato della giacchetta nera toscana: per il massimo dirigente biancoblu è arrivata l’inibizione di un mese e fino al 23 febbraio non potrà svolgere attività federale «per comportamento reiteratamente offensivo nei confronti dell’arbitro».
La medesima motivazione ha portato alla squalifica anche dell’allenatore in seconda di Cosco, Raffaele Di Fusco che dovrà stare lontano dalla panchina per tre partite. E tre giornate è anche la "tassa" costata a due giocatori coinvolti nelle vibranti proteste dopo il fischio finale, Sandro Lombardi e Fabrizio Melara che saranno costretti a saltare le prossime gare contro Lecco, Paganese e Novara. Più "clemente" la decisione verso un altro tigrotto, Mirko Barbagli, reo di essersi diretto con fare minaccioso al fischio finale verso l’ineffabile Bietolini ma fermato "in tempo utile" dai compagni di squadra. Decisioni che fanno sembrare leggera la multa di mille euro comminata alla società per le proteste vibranti dei propri tifosi.
Insomma, un’ecatombe di decisioni sfavorevoli che costringeranno Cosco a ridisegnare la Pro Patria e i suoi giocatori a uno sforzo ulteriore, in un momento del campionato che non è certo dei più semplici.
Qualche chilometro più a Nord, nel frattempo, il giudice ha colpito ancora. Squalifica per una gara al mister del Varese, Giuseppe Sannino, ma nel suo caso lo stop era previsto. Il tecnico era stato espulso dall’arbitro Mariani di Aprilia, che ha diretto piuttosto bene ma che ha cacciato Sannino nel corso del secondo tempo per una protesta che l’allenatore giura di non aver mai fatto. Contro il Lumezzane, domenica prossima, andrà dunque in panchina "l’amuleto" Bettinelli con il quale il Varese non ha mai perso.
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