Una centrale nucleare in Lombardia, sì o no?
Questo il quesito che Legambiente rivolge ai canditati alle prossime elezioni regionali
“Una centrale nucleare in Lombardia, sì o no?”. Questo il quesito che Legambiente rivolge ai canditati alle prossime elezioni regionali, sollecitando una risposta immediata, in modo da garantire un confronto trasparente e democratico sul rilancio del nucleare in Italia.
“Un tema così pesante per il futuro del Paese da non potere in alcun modo rimanere fuori dal dibattito elettorale – sottolinea Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia -. “Formigoni e Penati ci dicano chiaramente come la pensano e come intendono comportarsi nel momento in cui andrà stabilita la localizzazione dei siti per le centrali. Gli elettori devono conoscere le posizioni di coloro che stanno per delegare a governare il territorio”. A quanto pare il governo sta cercando di rimandare ogni decisione sui possibili siti a dopo le elezioni ma si rischia così di procedere in maniera ben poco democratica. Infatti secondo la mappa del Cnen (Comitato Nazionale per l’energia nucleare) in Lombardia ci sarebbero almeno tre siti possibili, tutti vicini al fiume Po: a nord di Voghera, a sud di Mantova e lungo il Po Cremonese. E sempre secondo la norma varata dal governo (caso unico nei paesi occidentali) in futuro si potrà avviare la costruzione di una centrale nucleare o di un impianto di trattamento di scorie anche in presenza di un parere contrario delle istituzioni locali e delle regioni interessate, militarizzando inoltre i siti scelti.
Eppure tutti dati mostrano quanto sia inutile e sbagliata la scelta dell’atomo. Secondo l’ultimo rapporto TERNA infatti tra il 2008 e il 2009 c’è stato un calo della domanda di energia elettrica in Lombardia del 6,8% pari a oltre 4600 Gwh in meno. E sempre secondo i dati diffusi da TERNA la Lombardia, grazie agli investimenti per il repowering degli impianti di generazione elettrica, è ad oggi in grado di produrre molta più elettricità del fabbisogno regionale. Insomma mentre in Germania investono 30 miliardi di euro per una linea europea che trasporti esclusivamente energia derivata da fonti pulite, in Lombardia speriamo di uscire dalla crisi gettando via soldi con il vecchio nucleare.
“Vogliamo sapere subito cosa ne pensano Formigoni e Penati su questi argomenti – conclude Di Simine – Ci dicano come vogliono la Lombardia del futuro. Inquinata di scorie radioattive e con centrali costruite vicino al Po o virtuosa e coraggiosa perchè ha saputo scommettere, come gli altri paesi europei, sull’efficienza e sulle rinnovabili”.
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