Cimberio abbattuta a Ferrara: ora tutto si complica

Carife-Varese 77-60. I biancorossi subiscono l'aggressività degli estensi e alla terza "spallata" vengono travolti, perdendo anche la differenza canestri dell'andata

Finisce all’incirca come a Bologna per la Cimberio, che sul parquet di Ferrara viene su per giù travolta dalla Carife, diretta rivale nella lotta salvezza. E nemmeno ci si avvicina a mantenere quella differenza canestri (+7 all’andata) che sarebbe stata una consolazione comunque magra, visto che il 77-60 conclusivo della Carife assomiglia tanto alla “freccia” che si inserisce per sorpassare un’automobile più lenta, che purtroppo è colorata di biancorosso. Cosa dire? Non si può affermare che Varese sia scesa in campo senza voglia, perché in almeno un paio di occasioni la Cimberio ha raddrizzato situazioni davvero difficili. Però Ferrara anche in quei casi ha saputo ricominciare a fare canestro (e a non farlo fare ai biancorossi) mentre Pillastrini pur ruotando i quintetti ha trovato davvero risposte insufficienti. Da Mc Grath anzitutto, incapace di sostituire in regia Childress (discreto, al di là delle cifre), ma anche da un Morandais a tratti irritante o dalla coppia Tusek-Slay, impacchettata e spedita a casa da un indemoniato Ford (7 stoppate!). Si torna a casa con una preoccupazione in più, la caviglia di Childress, giratasi su se stessa nel finale: lunedì pomeriggio se ne saprà di più perché nel dopo partita «sono troppo arrabbiato per capire quanto mi fa male». L’unica bella notizia, sottolineata da un boato del palasport estense, è la netta sconfitta di Cremona, ma aggrapparsi agli scivoloni altrui è una gioia piuttosto effimera: sabato prossimo a Masnago arriva Siena e c’è da aver paura. Per l’avversaria e soprattutto per una situazione che continua a rimanere preoccupante, a sette partite dalla fine.
 
COLPO D’OCCHIO – Fa un caldo non solo metaforico al PalaSegest di Ferrara dove Carife e Cimberio si giocano una bella fetta di salvezza. Il piccolo palazzetto si presenta pieno e sventolante di bandierine bianconere. Pochi invece i tifosi varesini presenti: per una partita così importante, c’era da attendersi qualcosa di più. Ovazione, al momento delle presentazioni, per Jobey Thomas, due apprezzate stagioni da queste parti.
 
PALLA A DUE – Formazione annunciata per Pillastrini, con Slay normalmente al proprio posto; il tecnico sceglie un quintetto inedito con Tusek centro e Cotani-Morandais in ala. Valli recupera l’acciaccato Grundy (ma non giocherà) e anche Mazzola, dato per assente alla vigilia; accoppiata di guardie titolari italiana, con Spinelli e Sacchetti.
 
LA PARTITA – Una tripla di Morandais apre il 6-2 iniziale biancorosso, seguito da una serie di errori e poi dai canestri pesanti di Spinelli e Schultze per il primo vantaggio ospite (12-8) con il play napoletano già a quota 7. Pillastrini chiama un timeout in cui Valli ordina di alzare la difesa e inserisce Farabello che si incolla a Childress, serve due assist per Ford e centra la bomba del 19-8. Varese prova la zona e qualche cambio: Slay chiude il break di 15-0, Chidress chiude il periodo con un gran assist a Galanda e sulla sirena la Carife è avanti 21-12.
Il play riparte con un gioco da tre punti mentre Galanda infila subito il nuovo -4. Varese, nonostante tre piccoli, fatica a organizzare un contropiede e Slay si becca due stopponi di fila. Ferrara ora però spreca in attacco e viene colpita ancora da Gek con la tripla del 23-20. Il pareggio non arriva a causa di due scelte pessime in attacco, e allora tocca a Jackson ridare fiato ai suoi con 8 punti in fila (33-22). Thomas finalmente centra un tiro e un contropiede di Cotani rimette in carreggiata una Cimberio che va a strappi. Il finale comunque è varesino: Childress manda a canestro i compagni e l’intervallo giunge su 35-31.
Si riprende con Morandais che regala un contropiede da manuale e il meno due, subito allargato dai canestri pesanti di Sangaré e Spinelli. Il solito, scorretto, Schultze provoca Thomas e poi rimette 13 punti tra le due squadre segnando da lontano. Il “fattore dominante” però è Ford che vicino a canestro è un’ira di Dio: suo anche l’appoggio del 50-35 contro un impotente Slay. Pillastrini prova la coppia Galanda-Martinoni ma i punteggio resta praticamente invariato nei minuti successivi. Il solito cuore di Gek (due liberi e tripla) ridà speranze ai 30 tifosi biancorossi (52-43)
 
IL FINALE – I riavvicinamenti però non sembrano mai dare l’impressione di una Cimberio in grado di raddrizzare la situazione. Morandais e McGrath non ne imbroccano una, Slay gira troppo spesso lontano da canestro, Gergati mette energia ma non “produzione”. Pillastrini si gioca tutto, rimettendo Childress e Thomas, ma è ancora Farabello a fare canestro. A metà periodo Varese è sotto di 12, respinta dalla settima (!) stoppata di Ford, stavolta a Cotani. Spinelli e Sacchetti (mentre i suoi tifosi si coprono gli occhi) allungano ancora dai 6,25, Thomas risponde ma il punteggio pare una sentenza (69-58) anche perché Childress si fa male nella mischia. E’ il segnale della resa che tutto il pubblico di casa attendeva: finisce con un distacco di 17 punti su cui c’è poco da recriminare
 

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Pubblicato il 28 Marzo 2010
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