Corsa al Pirellone, ma quanto costa?
Un'inchiesta del Sole 24 Ore stima le spese elettorali per le elezioni regionali. Formigoni "primo" con 1,5 milioni di euro
Manifesti, santini, pubblicità, cene, aperitivi, gadget. Sono solo una parte degli “strumenti” che i candidati usano nel corso di una campagna elettorale. Anche le regionali targate 2010 non si sottraggono a questo meccanismo e il Sole 24 Ore è andato a fare i "conti in tasca" ai candidati presidenti e consiglieri regionali per la Lombardia. Per quanto riguarda i prima, Roberto Formigoni è quello che non ha “badato a spese” per convincere gli elettori a mettere la crocetta sul proprio nome il 28 e 29 marzo. Quelle del quotidiano economico sono solo stime, non cifre ufficiali, ma parlano per il presidente uscente di circa 1,5 milioni di euro spesi per la comunicazione elettorale. Dal sito alla radio, dai manifesti agli spot, il candidato per il Pdl e la Lega Nord non si è fatto mancare davvero nulla. È di oggi – uscita in prima pagina del sito del quotidiano Repubblica – l’ultima novità. Formigoni ha “comprato” parole chiave su Google su trasporti e altri servizi. Si tratta dello strumento “AdWords” che, come spiega lo stesso sito nella pagina dedicata, permette di “entrare in contatto con milioni di potenziali clienti proprio nel momento in cui sono alla ricerca dei tuoi prodotti o servizi, mostrando annunci pertinenti sul lato destro della pagina dei risultati di ricerca”. O, come nel caso di Formigoni, “quando un utente esegue una ricerca su Google con una delle parole chiave che hai specificato, il tuo annuncio può essere pubblicato in corrispondenza dei risultati di ricerca”. In pratica se si digita su Google “ferrovie dello stato”, la prima voce in alto (evidenziata comunque in giallo per distinguerla) rimanda al sito del candidato.
Segue nella classifica degli “spendaccioni” Filippo Penati (Pd, Idv, Versi, Sel) che però si distanzia nettamente da Formigoni con 140mila euro dichiarati dal suo quartier generale. Si scende di quasi 100mila euro e al terzo e quarto posto troviamo rispettivamente Vittorio Agnoletto (Federazione della Sinistra) con 50mila euro e Savino Pezzotta (Udc) che parla di una spesa intorno ai 40mila euro. Chiudono la classifica Vito Claudio Crimi (Movimento 5 Stelle) con 10mila euro e Gianmario Invernizzi di Forza Nuova con 5 mila euro.
Se queste sono le cifre per gli aspiranti presidenti, il Sole 24 Ore fa i conti in tasca anche ai candidati al Consiglio regionale che, sempre come stima, non dovrebbero spendere più di 40-50mila euro. Una cifra che fa ridere Klaus Davi, titolare dell’omonima società di comunicazione, che sostiene che per avere almeno una chance è necessario spendere minimo il quadruplo.
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