Il decreto e il “me ne frego”
Un appello del Comitato antifascista alla luce delle ultime vicende romane sulla questione delle liste elettorali
Riceviamo un appello siglato dal Comitato antifascista bustese
Ecco qua, questa destra del "me ne frego" si incarta e si salva facendo scempio di qualsiasi regola e non attraverso il confronto democratico fra le parti per la ricerca di una soluzione, appunto, democratica, ma a colpi di decreto. "Me ne frego e faccio quello che voglio" della giustizia, del lavoro, degli appalti, dei finanziamenti, della scuola…è il prepotente che ci vessa a scuola, è il vicino arrogante che anche negli spazi comuni sbraita "a casa mia faccio quello che voglio" è il boss che con uno sguardo trova subito il tavolo migliore in un ristorante pieno… è la parte peggiore e maggiore di un paese malmesso; è l’italian style.
Ci siamo affidati all’ultimo baluardo di questa democrazia prossima alla fine, ormai più che garante chiamato più spesso a dirimere risse: Napolitano, che da solo non basta e si vede. Il Comitato Antifascista lancia il proprio accorato appello ad intensificare di giorno in giorno, pratiche e pensieri democratici ed antifascisti e chiede che ognuno porti questa tensione fin nell’esercizio del proprio "diritto-dovere" di elettore. Non è l’unico modo di partecipazione alla vita civile, ma prima che ci sia stravolto sotto gli occhi, vota e fai votare le formazioni antifasciste e non colluse né ora né mai con questo sistema di potere; in questa democrazia in saldo non è più tempo di sconti. Sostieni chi ha pensieri ed idee precise ed in linea con i principi ed il senso della Costituzione su lavoro, scuola, salute, accoglienza, giustizia, patrimoni, pace. Il voto può essere solo un segno, ma anche un segno di cambiamento. Ora e sempre Resistenza.
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