“Via il Malpensa Express, la Saronno-Malpensa linea locale”
Legambiente: "Per Castellanza tram-treno tra le stazioni e interscambio Fnm-FS". Bocciato sul rapporto costi/benefici l'interramento. Monhurel (pendolari, nuova stazione): "Per noi si cambia, ma in peggio; vigileremo sui tempi dei lavori"
Tram-treno e interscambio per fare della nuova stazione di Castellanza, quando diverrà davvero tale, un pol della mobilità: senza escludere futuri collegamenti verso la Valmorea. E, in tutta serietà, basta Malpensa Express da 11 euro la corsa, e Saronno-Malpensa "potenziata" riservata ai treni locali. Sono le proposte targate Legambiente esposte da Andrea Barcucci per il circolo di Busto Arsizio e Valle Olona e da Dario Balotta in qualità di esperto trasporti del Cigno verde lombardo.
L’associazione ambientalista, tramite il duo del volontario bustocco e dell’ex sindacalista, ha presentato anche un‘analisi costi/benefici redatta da studiosi del Politecnico milanese per Legambiente, e nel quale si monetizzavano tutti i pro e contro dell’interramento delle Fnm a Castellanza, riducendo a cifre i vari guadagni (tempo di percorrenza, minori rumore, ad esempio) e perdite (niente più stazione vicina). Risultato: un "buco" secco di 39 milioni di euro. E questo considerando solo la spesa netta per l’opera, 79 milioni, non i 140 formali, al lordo cioè delle tasse varie. Insomma, la prova costi-benefici, che si assicura scientifica e fatta secondo crismi e standard riconosciuti per i valori attualizzati, non è superata. «Sarebbe bastato un interramento parziale» conclude Balotta, come in uno dei primi progetti degli anni Novanta. Benefici immutati, costi inferiori. Ma del senno di poi, si sa, son pieni i tunnel, e mezza città volle l’interramento.
L’analisi spinge Balotta ad un’altra considerazione: «È così che le opere pubbliche sorgono in Italia. Non da analisi rigorose di questo tipo, ma da spinte localistiche e legate alla politica».
C’è poi la questione di una linea ferroviaria che, potenziata con due binari, offrirà spazio a più convogli, e più regolari. «La Saronno-Malpensa va ripensata», dice Balotta, perchè così com’è è… Malpensata. Il Malpensa Express deve diventare un treno locale, sostiene, ce ne si deve fare una ragione: «L’aeroporto non è più un hub, ora punta di fatto sui voli low cost, la clientela business che giustificava il treno diretto a 11 euro a corsa non c’è più. E se il cliente diventa cheap (a bassa spesa ndr), lo deve essere anche il treno, a 3,60 euro: basta diretti, fermate locali e prezzi da locale, parliamo di un convoglio che è utilizzato al 35% della sua capacità… Idem per la navetta ferroviaria Busto-Ferno/Lonate-Malpensa (quella voluta da Cattaneo ndr) che paga il supplemento aeroportuale: è assurdo».
Barcucci fa autocritica sul rilancio della vecchia linea della Valmorea, mettendo in questione la copertura della trincea verso Castegnate. È sul tram-treno comunque che l’insistenza del Cigno Verde è chiara. Era previsto che se ne studiasse la fattibilità già dall’accordo di programma del 2001, lo studio però non si è visto. Collegare con il trenino dedicato vecchia e nuova stazione di Castellanza e stazione FS di Busto Arsizio si può e si deve fare, è la posizione. Così come fare della nuova stazione castellanzese il punto di collegamento fra due linee e due reti, come si prevedeva inizialmente e per ora si è lasciato di fatto perdere, in attesa che la telenovela del terzo binario Fs faccia il suo corso e che a Busto si capisca di avere tre stazioni tre in casa.
Intanto per i pendolari di Castellanza e dintorni l’irritazione è al culmine. «Nonostante le promesse, ogni giorno ce n’è una nuova, e spesso sono notizie cattive» dice Bruno Monhurel che fa da portavoce ai compagni di… sventure. «Ci sono state tolte delle navette bus a metà giornata, quando servono agli studenti al rientro; la biglietteria non c’è sabato, domenica e pomeriggio; ormai a dozzine quelli che venivano in bus alla vecchia stazione – e l’Atinom li pianta ancora lì! – ormai vengono in auto, altro traffico: così da Valle Olona, Legnano, dai centri verso Novara…» Alla stazione serve tutto: «vigileremo sul rispetto dei tempi promessi dall’assessore Cattaneo». Ossia, estate 2011. In più la richiesta che viene dai pendolari, come già dal sindaco Farisoglio, è quella dell’interscambio: pur nella relativa scomodità della collocazione, tornerebbe comodo a tutti. Non solo ai castellanzesi.
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