Troppa esperienza, non lo assumono per paura di cause legali
Su Youtube il racconto di un (ex) dipendente di SeaHandling: "Ho lavorato otto mesi allo smistamento bagagli, non mi assumono perchè hanno paura che chieda il posto fisso"
Un tempo l’esperienza nel lavoro era un valore, oggi invece è diventato un ostacolo. L’ultimo racconto, nel grande libro che narra il lavoro precario in Italia, è quella di Gianluca Ariete, un (ex) lavoratore di Malpensa che ha deciso di raccontare in un video su Youtube la sua storia paradossale: dopo mesi di lavoro allo smistamento bagagli e dopo un anno di disoccupazione, è stato scartato ai colloqui perchè troppo esperto. «Ho fatto il colloquio con Sea Handling, negli uffici del Terminal 2, per lavorare nello smistamento bagagli» spiega Ariete nel video su Youtube, pubblicato dal canale di Viva Via Gaggio.
«Non mi hanno assunto, perché non vogliono persone che hanno già lavorato lì, per paura che facciano causa. Me l’hanno detto chiaramente: gente come me non viene riassunta per questo timore. Anche se io ho già fatto questo lavoro per otto mesi». SeaHandling, la società che si occupa dei servizi di terra, del carico e scarico dei bagagli, avrebbe scelto questa politica per evitare di dover assumere personale a tempo indeterminato i lavoratori precari che chiedono, appunto, la stabilizzazione dopo mesi o anni di contratti a termine, a volte per periodi discontinui. Con il risultato che oggi il turn-over del personale è continuo e che, paradossalmente, l’esperienza viene considerata un ostacolo, anche se si parla spesso di ragazzi di nemmeno trent’anni.
«Dal 2008 – conferma il sindacalista Renzo Canavesi della Cub Trasporti – ci sono state numerose cause. Da allora abbiamo ottenuto la stabilizzazione più di 107 lavoratori che si sono rivolti a noi». Accanto a chi ha ottenuto il contratto a tempo indeterminato, poi, ci sono i lavoratori che hanno ricevuto una buona uscita per andarsene senza far causa: «Sea ha sborsato complessivamente 1 milione 950mila euro per conciliare». Ad ogni lavoratore – spesso con qualche anno di esperienza alle spalle – sono stati dati dai 6mila ai 14mila euro per rinunciare al posto fisso. E questi sono solo i numeri degli operai aeroportuali che si sono rivolti alla Cub Trasporti. A sostituirli, sono arrivati nuovi interinali e poi, successivamente, gli stagionali, assunti con contratti a termine di sei mesi (attualmente sono circa un’ottantina). Restano al lavoro e poi vengono sostituiti da altri, nella grande roulette del lavoro precario, che ha poi anche il versante del lavoro nel settore Cargo, con una giungla di appalti difficile da districare: anche qui decine di lavoratori hanno ottenuto ragione davanti al giudice del lavoro, molte altre cause sono ancora aperte.
Di fronte ad uno scenario del genere, però, Gianluca Ariete, il ragazzone lonatese che non ha avuto paura di registrare in video la sua richiesta a Sea, non si arrende: «Io ho bisogno di lavorare, mi andrebbero bene anche solo due o tre mesi. Non vi denuncio, lo prometto».
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