Una Tre Valli “tricolore” per festeggiare i 90 anni
Presentata a Villa Recalcati la "classica" che vedrà al via tutti i migliori corridori italiani. Auro Bulbarelli ha ricevuto il Premio Binda: "Nel 2007, sotto il diluvio, la telecronaca più difficile e divertente della mia carriera"
Si profila come una rivincita del campionato italiano la Tre Valli numero 90, in programma il prossimo 17 agosto tra Campione d’Italia e Varese, presentata ieri sera (venerdì 16) a Villa Recalcati, nel consueto gala aperto alla città. La gente ha risposto ancora una volta “presente”, riempiendo il cortile della sede provinciale per assistere a una serata in cui i maxi schermi hanno illustrato il percorso, la storia e le edizioni recenti della corsa organizzata dalla “S.C. Binda” del presidente Renzo Oldani. Passerella anche per sponsor (sempre troppo pochi) e politici (sempre troppi) oltre che per gli uomini dell’organizzazione, gratificati dall’applauso finale del pubblico per il gran lavoro svolto nell’arco di diversi mesi. Come accennato, il campo dei partenti vedrà al via quasi tutti i migliori corridori del panorama nazionale (Basso, Cunego, Nibali, Garzelli, Riccò, Ballan, Ginanni, Pinotti e il tricolore Visconti solo per fare qualche nome) oltre a un drappello di stranieri di valore come Kreuziger, Cavendish e l’iridato Cadel Evans. Cinque le formazioni Pro Tour al via per un’edizione che vedrà l’inedito traguardo in salita di via Trentini, poco prima della Questura, e che sarà probabilmente seguita alla sera dalla festa per la maglia rosa di Basso organizzata dalla Provincia.
A completare la presentazione condotta da Roberto Pacchetti ci sono stati lo spettacolo di cabaret di Italo Giglioli e soprattutto l’assegnazione del Premio Binda, che dal 2004 va a una personalità del grande ciclismo. A riceverlo è stato quest’anno il giornalista della Rai Auro Bulbarelli, “voce” tra le altre cose dei Mondiali di Varese 2008 e da poco passato dal microfono alla scrivania (pregiata) di vicedirettore di RaiSport.
«Di Tre Valli ne ho commentate parecchie – ricorda Bulbarelli a VareseNews – ma è indubbio che quella del 2007, corsa sotto il diluvio universale, è stata speciale. Dal punto di vista professionale è stato l’evento più difficile da raccontare in assoluto, perché appena è partito il collegamento… si sono ritirati quasi tutti i corridori. E poi tutta quell’acqua ci costrinse a lavorare in condizioni particolari e a dare notizie di servizio più che cronaca. Però, ripensandoci col senno di poi, quella Tre Valli fu anche una delle telecronache più divertenti della carriera, visto come si erano messe le cose».
Sul percorso, illustrato nel corso della serata, il popolare telecronista è chiaro: «L’arrivo di Campione è bello e tecnico, ma io credo che la Tre Valli debba concludersi a Varese, possibilmente davanti a Palazzo Estense, con i Ronchi nel finale. Non a caso considero le edizioni migliori quelle vinte da Di Luca, Wegmann e Ginanni in quel fantastico finale del 2008».
Bulbarelli parla delle difficoltà di organizzare corse simili in questo periodo e in questo calendario internazionale. «Lo ripeto da tempo: l’avvento del Pro Tour è stata una iattura per il ciclismo italiano e, più in generale, per quegli appuntamenti storici che sono stati messi in secondo piano da corse nuove, disputate nei posti più disparati. Per mantenere gare come la Tre Valli a un livello alto, io credo sia necessario renderle appetibili per la televisione. Noi della Rai ci stiamo provando, garantendo un servizio importante, anche se è chiaro che vorremmo sempre fare di più e avere più risorse. Altrimenti bisogna spostare il mirino sull’ingaggio diretto dei corridori, ma a quel punto i budget rischiano di diventare insostenibili».
Un’ultima battuta “Bulba” la dedica a Ivan Basso: «Sto seguendo il Tour e ritengo che Ivan stia andando bene. Sarebbe ingeneroso parlare di delusione anche perché stanno arrivando i suoi terreni preferiti. Inoltre Basso ci sta mettendo un grande impegno nonostante, nel ciclismo odierno dove davvero c’è maggior pulizia, sia fisiologico avere cali importanti di forma tra due grandi Giri. E poi, per la professionalità, rimane lui il numero uno, credetemi».
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