“…e se possibile, pensieri positivi”
Un breve ricordo della figura del professor Furia, scomparso questa notte
Diciamolo: quella voce che accompagnava le previsioni del tempo del Gazzettino Padano mancherà a tanti.
Lui, Salvatore Furia, così poco padano per origini (catanesi), e così padano per adozione, scandiva come un metronomo il tempo di molti che regolarmente ascoltano Radiorai, dalla casalinga impegnata con i mestieri al camionista in viaggio fra autostrade e rotonde. E l’anonimo ascoltatore immaginava come un radar che da sopra Varese, penetrando l’onnipresente cappa di smog, "spazzasse" l’intera Lombardia fino alle distanti brume del mantovano, quasi "strizzando" il cielo di Lombardia, "così bello quando è bello, così splendido, così in pace" (Manzoni dixit), per ricavarne preziose visuali sull’immediato futuro.
Una previsione attesa come appuntamento quotidiano, che Furia proferiva da una parte con il linguaggio asciutto e tecnico del bollettino, dall’altra con poetici riferimenti alle fioriture del periodo e con l’immancabile augurio, specialmente quando il tempo volgeva al brutto e le giornate si accorciavano, di "pensieri positivi".
Era un po’ la benedizione "urbi et orbi" di questo "Papa", per età ed esperienza, della meteorologia lombarda, fondatore in cima alla montagna dei varesini, il Campo dei Fiori, di un osservatorio e centro geofisico il cui responso ha per molti valore di oracolo, da seguire o contestare, nella consapevolezza che la meteorologia è scienza sì, ma con aspetti… d’arte. Perchè la fredda statistica, i calcoli complicati e dall’esito incerto fra mille variabili, le immagini satellitari ci dicono moltissimo, ma c’è sempre un quid che sfugge, che si fa beffe della pretesa umana di tutto sapere, tutto dominare. E se occasionalmente un variabile diventava nuvoloso, un basso rischio di precipitazione sfociava in una grandinata, o se il cielo si apriva "a tradimento" quando già si era rinunciato alla gita fuori porta, l’umanità delle parole del Professore serviva a ricordare che agli uomini di scienza è concesso sapere molto, ma mai tutto. E in quello spazio d’incertezza s’inseriscono gli scherzi del meteo. O un augurio di pensieri positivi.
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