Ignazio la Russa scalda il “suo ” Popolo della Libertà

Il ministro della Difesa, in veste di militante di partito, prende di mira "la sinistra", la Spagna di Zapatero e Rosy Bindi

L’"Ignazio la Russa show" va in onda alla festa provinciale del PdL a Busto Arsizio, a pochi chilometri da dove il PD cerca gli strumenti, le idee, gli uomini e le donne della riscossa. Di nulla di ciò sembra avere bisogno la prima forza politica d’Italia e del territorio, che esibisce sicurezza anche di fronte alla crisi non trascurabile aperta dallo "strappo finiano". La Russa da ministro della Difesa…e da "colonnello", se c’è un dovere che prende sul serio è quello di tenere alto il morale della truppa. Dopo che a"scaldare" la platea dei militanti (circa due-trecento gli intervenuti) avevano pensato iu Farioli e gli Airaghi, il ministro ha risposto alle domande della stampa "convocata" sul palco soffermandosi naturalmente sulle priorità del momento. Fondamentale, per lui, rimarcare la forza e solidità della posizione del partito specialmente nel contesto di ambiguità della rottura con Fini, ancora precariamente alleato ma non più compagno, pardon camerata.

«Al PdL il voto converrebbe, in realtà» dice La Russa ai suoi, «potremmo stravincere, per demerito altrui quanto per meriti nostri. Ma andare alle urne non terrebbe conto dell’interesse generale dell’Italia. Lo faremo solo, e senza esitazioni, se le mani di chi oggi ci garantisce appoggio nasconderanno pugnali. al loro primo brillare nell’ombra saremo dal Presidente della Repubblica. Tutto è immaginabile, tranne che chi ha perso le elezioni si ritrovi a governare».  Lo spettro della farsesca situazione siciliana, dove intorno all’inamovibile governatore Lombardo si è giocato un connubio tra i più arditi, è dietro l’angolo.
Sul federalismo, La Russa dipinge una marcia di avvicinamento fra la Lega e il PdL su un «sentiero di mezzo», passate le tentazioni secessioniste, verso «un federalismo che rafforza l’unità nazionale». C’è a chi non piacerà: «a certuni eletti al Sud, e qualcuno anche più su, che dissipa le risorse pubbliche: a questi non piacerà il discorso sui costi standard in sanità, settore dove lo sperpero è stato enorme». A chi sostiene che il federalismo fiscale porterà solo nuove tasse sulle spalle sovraccariche dei lavoratori. La Russa obietta che «è la sinistra che incita a nuove tasse. In piena crisi ci suggerivano l’esempio della comunistissima Spagna di Zapatero, che ora è quasi in bancarotta, e lascerà in eredità solo la legge che consente agli uomini di posare altri uomini,e alle donne di sposare altre donne…» Evidentemente ci sono comunisti e comunisti: quelli cinesi, al presidente del consiglio Berlusconi piacciono, e non poco.

Mentre la platea si esibisce in boati di disapprovazione alla citazione dei leader del PD,
sulla possibilità di un (arditissimo) asse Pd-Fli La Russa fa mostra di sicurezza: «I finiani non sono amanti dello harakiri». Tranne appunto che in Sicilia, terra natale del ministro. E se il PD viene a sfidare il PdL "a casa sua", «anche noi lo sfideremo e vinceremo a Firenze, a Bologna, nelle regioni rosse», perchè l’appetito vien vincendo. «Quante volte li abbiamo incontrati e battuti qui, ogni volta non sanno chi candidare alla regione, o devono tirare fuori candidati stravaganti, adesso a Milano il cioccolatino, Boeri», sfotte allegramente l’esponente del governo. «Siamo al punto che in maggioranza ci tocca recitare tutti le parti in commedia, anche l’opposizione! Perchè la minoranza cerca solo delle scorciatoie, da quando c’è Berlusconi. Ci hanno provato prima con il conflitto d’interessi, eccolo qui, difatti in tv ci sono la Berlinguer, Santoro, Mentana; poi con i giudici, e non è ancora finita, uno di loro, Di Pietro, continua a fare il giudice in politica; ci hanno provato con il gossip, le fidanzate eccetera». E qui un siparietto, "sponda" silenziosa l’europarlamentare Lara Comi giunta sul palco, vittima designata Rosy Bindi: «Vedi, secondo loro tu non avresti dovuto esserci» diceva La Russa alla giovane saronnese spedita a Strasburgo a suon di voti, «ma è colpa mia se sei più intelligente e più bella della Bindi? Che poi la considero interessante (risate ndr), certo sono tutti capaci con quelle belle, ma è con quelle come la Bindi che si vedono i veri uomini…»
Facezie a parte, per La Russa «la scorciatoia più grossa», a riprova che la lingua batte nell’unico punto in cui il dente duole davvero, «è quella secondo cui non c’è più la maggioranza».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 08 Ottobre 2010
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