A L’Aquila si torna in piazza
A diciannove mesi dal sisma diversi pullman sono arrivati stamattina nel capoluogo abruzzese da tutta Italia per la manifestazione “SOS L'Aquila chiama Italia"
Da ilcapoluogo.com
A diciannove mesi dal sisma, L’Aquila scende di nuovo in piazza, diversi pullman sono arrivati stamattina nel capoluogo abruzzese da tutta Italia per la manifestazione “SOS L’Aquila chiama Italia", indetta per richiamare la solidarietà nazionale e mantenere viva l’attenzione sulla città. I manifestanti – secondo la Questura 13.000, secondo gli organizzatori oltre 20.000- hanno visto con i loro occhi le macerie dell’Aquila, praticamente tutte ancora tutte qui, quasi a simboleggiare le macerie dell’Italia intera nell’indifferenza generale, amplificata dall’assenza di attenzione dei media nazionali.
A diciannove mesi dal sisma, L’Aquila scende di nuovo in piazza, diversi pullman sono arrivati stamattina nel capoluogo abruzzese da tutta Italia per la manifestazione “SOS L’Aquila chiama Italia", indetta per richiamare la solidarietà nazionale e mantenere viva l’attenzione sulla città. I manifestanti – secondo la Questura 13.000, secondo gli organizzatori oltre 20.000- hanno visto con i loro occhi le macerie dell’Aquila, praticamente tutte ancora tutte qui, quasi a simboleggiare le macerie dell’Italia intera nell’indifferenza generale, amplificata dall’assenza di attenzione dei media nazionali.Un appello alla società civile quello lanciato dagli organizzatori della manifestazione. Una società civile e solidale che c’è sempre stata. I detrattori hanno puntato il dito su una "strumentalizzazione di una parte politica, della sinistra". Forse è vero che c’è stato uno spostamento a sinistra ma le disgrazie non hanno colore.
Il lungo corteo della manifestazione è partito da piazza D’Armi, il punto del via ha valore simbolico: piazza d’Armi ha ospitata nel periodo dell’emergenza la tendopoli più grande, più famosa e più fotogragata dai media nazionali.
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