Il buco di Aspem Reti non è colpa di Loredana Bertè

Il bilancio della società è stato analizzato dalla commissione affari generali, che non ha però individuato le responsabilità

Il deficit della società comunale Aspem Reti è stato determinato da un mix di errori e di sfortunate circostanze. È stato certamente errato il piano industriale sulla base del quale il Comune di Varese votò l’affidamento del servizio della piscina Schiranna. Quest’ultimo prevedeva ricavi per € 200.000 e costi per € 114.000, ma la realtà è andata diversamente. Tuttavia non c’entrano nulla le manifestazioni canore organizzate al lido Schiranna dell’estate 2009: Loredana Bertè, insomma, è innocente, perché il suo concerto e agli altri, organizzati al chiaro di luna, finirono con un piccolo utile. Più problematiche invece la gestione del bar e ristorante: dovevano essere affidate con gara a un privato che avrebbe pagato € 50.000. In realtà la gara andò buca, e fu gestito direttamente della società comunale con 11 persone assunte interinali in fretta e furia, perdendoci soldi. Un altro flop fu quello della gestione calore: il Comune aveva previsto di affidare ad Aspem Reti  la cura dei riscaldamenti comunali, ma dopo aver elaborato un piano che l’azienda pagò € 70.000 alla società "Varese Controlli", dovette rinunciare perché il parlamento cambiò la legge e impedì alle società pubbliche patrimoniali gli affidamenti senza gara. Un altro pezzo del deficit è dovuto all’intervento dell’Asl che, poco dopo l’avvio del servizio piscina, pretese una serie di lavori per rendere possibile l’apertura, tutti pagati a caro prezzo.
Ma, come dire, ci si poteva pensare prima, perché è anche emerso che Aspem segnalò negli anni precedenti al Comune di Varese la necessità di rimodernare il lido ma non ottenne alcuna risposta. 
E poi ci fu anche un danno subito dal comune, che però non ha mai mosso un dito per rivalersi. Il gestore precedente, la "Medio evo lido",  secondo il presidente Ciro Calemme lasciò tutto in condizioni pietose e i lavori furono molto onerosi.
Ciò che veramente non è emerso dalla commissione affari generali di mercoledì sera condotta da Emiliano Cacioppo del Pd e con l’audizione di Ciro Calemme presidente della società, é di chi siano la responsabilità di questi tutti questi errori. I consiglieri della Lega Nord non hanno imputato al presidente alcunché. Mentre dell’opposizione il rilievo più puntuale stato fatto da Angelo Zappoli di Sel il quale ha ricordato che la delibera del Comune a suo tempo prevedeva un ritorno in pareggio che si  è rivelato sballato. Inoltre, non si può dire che le tariffe sociali abbiano in qualche modo condizionato i ricavi della piscina, poiché il tariffario sociale era già stato deciso prima di fare il piano industriale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 novembre 2010
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