Notizie incoraggianti da Haiti

Il "Villaggio italiano" a Waf Jeremie, dove è impegnata la bustocca suor Marcella Catozza, è in dirittura d'arrivo: ma resta tanto da fare per una città in macerie, che ong di mezzo mondo e locali tentano di ricostruire

Pubblichiamo una lettera inviata nei giorni scorsi da suor Marcella Catozza, la religiosa bustocca da anni impegnata a Port-au-Prince (Haiti) allì’associazione KAY LA che ne sostiene l’impegno. A Waf Jeremie, grazie in particolare al sostegno di Kay La, ma anche con l’interessamento e l’appello ai cittadini del Comune di Busto Arsizio, è in corso una difficile ricostruzione. Le condizioni della capitale sono tuttora tremende, e ultimamente si è verificata anche un’epidemia di colera, morbo pressochè scomparso da mezzo secolo.

Carissimi amici che ci aiutate a rendere più semplice la vita dei nostri amici di Waf Jeremie, l’unione di tutte le nostre forze sta pian piano permettendo la realizzazione di ciò che solo pochi mesi sembrava impossibile.
Il “Vilaj Italyen” (Villaggio Italiano) è ormai in dirittura di arrivo, almeno in questa sua prima parte.
L’ambulatorio realizzato dagli amici di “Terre des Hommes” è terminato, con l’aiuto di AVSI lo stiamo attrezzando di quel minimo che ci permetterà di iniziare a farlo vivere lavorandoci dentro, in attesa che arrivi il container che con tanti di voi stiamo preparando e che ci permetterà di dotarlo di tutto ciò di cui ha bisogno. Con “Albero della vita” e “Medici in prima linea” abbiamo contrattato un giovane medico haitiano e stiamo organizzando le attività di formazione per i miei ragazzi.
Le casette sono quasi finite, in settimana termineremo di dipingerle e saranno pronte per essere consegnate alla gente che le aspetta contenta: blu, verdi e gialle… abbiamo fatto i cartelli dei nomi delle vie con i nomi della frutta, perchè così hanno voluto ed accanto al nome abbiamo fatto il rispettivo disegno così anche chi non sa leggere, sa riconoscere la via.
Stiamo ultimando due batterie di latrine e forse avremo la possibilità con Caritas Italiana di farne qualcuna in più.
La scuola, che ci sarà donata da “Hands Together”, una ONG americana fondata da padre Tom che da quarant’anni vive negli slums di Port au Prince, sarà pronta per fine novembre e potrà accogliere 500 bimbi.
Una volta avviato l’ambulatorio dovrò cominciare a cercare gli insegnanti per la scuola il che si preannuncia una sfida quasi impossibile!
Il refettorio Santa Chiara continua ogni giorno allegro e vivace come sempre anche se questa settimana l’ho tenuto chiuso a causa della possibile epidemia di colera che avrebbe potuto raggiungerci ma che per ora non è invece arrivata fino a noi.
Ne abbiamo approfittato per rifare il cemento del pavimento che era stato fatto di corsa ed in maniera … sperimentale: ora invece abbiamo una bel posto che potrà servire non solo per mangiare, ma per fare incontri, giochi, attività varie e speriamo prima o poi di trovare un sacerdote che ci faccia anche una Messa per ringraziare il buon Dio della bellezza che abbiamo visto accadere in questi mesi.
Così a breve inaugureremo il nuovo villaggio anche se rispetto alla data prevista saremo costretti a spostarla in avanti a causa del rischio colera.
Ma intanto noi ci stiamo attrezzando per essere pronti a fronteggiare l’epidemia nell’eventualità che esploda.
Per ora non abbiamo casi a Waf Jeremie ed anche in Port au Prince non sembrano esserci pericoli.
Da qualche giorno abbiamo a Waf la presenza di una ONG coreana che sta preparando un terreno per costruire una scuola: ho chiesto loro di fare una scuola professionale in appoggio alla nostra futura panetteria, in modo che i nostri ragazzi oltre che imparare un mestiere potranno imparare a leggere ed a scrivere. Intanto stanno costruendo una strada per dare una via di uscita all’unica strada di Waf, il che abbasserà il criterio di pericolosità del luogo che in questo momento è dato anche dal fatto che essendoci un’unica via di accesso alla baraccopoli e se questa venisse interrotta per qualsiasi motivo sarebbe difficile per noi tutti uscire.
Per sabato prossimo siamo in attesa di accogliere a Waf una nuova comunità religiosa in arrivo dal Brasile, inviata dall’arcivescovo di San Paolo: si tratta della Missione Belem, una nuova comunità nata in Brasile da un sacerdote italiano con lo scopo di portare Cristo e la Chiesa a tutti quelli che vivono in strada. Ora manderanno una comunità a Waf che si fermerà a viere e lavorare con noi. Vi racconterò, ma la cosa bella è che la Chiesa diventa più ricca nella bellezza dei diversi carismi.
Durante il mese di novembre ci fermeremo con i lavori per avviare bene l’ambulatorio, distribuire le case, riprendere il refettorio ed organizzare meglio la distribuzione dell’acqua (con Caritas Italiana vogliamo sistemare il punto distribuzione costruendo dei vasconi, tipo abbeveratoi di montagna per semplificare le cose). Poi aspetteremo di vedere cosa succederà con le elezioni e, se potremo, riprenderemo a dicembre dando il via alla costruzione della casa di accoglienza pensata per i bimbi denutriti e per quelli rimasti orfani con il terremoto, ma che accoglierà anche i volontari e me, così finalmente potrò essere con la mia gente nella realtà quotidiana.
Vi racconterò presto tutto questo. Intanto grazie a tutti voi per essere parte di questa grande e bella storia che sta cambiando un pezzo di mondo, piccolo sì, ma che dice al mondo che si può… se vogliamo, possiamo farcela a dare speranza all’uomo di ogni angolo del mondo, noi a cui la Speranza è data ogni giorno dall’amore di Cristo che oggi come duemila anni fa dà la Sua vita per me.
Un caro abbraccio

suor Marcella

P.S. Segnalo che con Enrico, che è stato qui un mese, stiamo lavorando ad un sito che vuole permettere a tutti di seguire la vita al Vilaj Italyen: http://www.vilajitalyen.org/ è ancora in costruzione, lasciateci il tempo e potrete essere con noi ogni giorno, conoscere i nostri ragazzi, leggere come cambiano le cose, seguire i lavori.
Chi si registrerà avrà accesso ad una parte del sito riservata dove si potranno avere notizie riguardo i costi delle opere, la provenienza dei fondi ed altre informazioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 novembre 2010
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