Referendum anti stranieri: svizzeri chiamati al voto

Domenica 28, la popolazione elvetica si pronuncia sulla proposta dell'UDC di espellere immediatamente gli stranieri colpevoli di reati o che frodano l'assistenza sociale

Cittadini svizzeri chiamati alle urne per decidere se accettare o meno la proposta di espellere immediatamente gli stranieri che si macchino di colpe gravi, come l’omicidio, lo stupro, il traffico di droga, o che frodino l’assistenza sociale. Tesa la campagna elettorale affidata anche a messaggi giudicati xenofobi. "Via le "pecore nere dalla Svizzera” o “Fuori Ivan S. lo stupratore" due degli slogan utilizzati dal partito svizzero di destra Udc/Svp che ha voluto la consultazione popolare.

Il referendum chiede di introdurre nella Costituzione norme più rigide sull’allontanamento dalla Svizzera degli stranieri condannati per reati come. Stando ai sondaggi, la proposta dell’Udc/Svp potrebbe essere approvata, malgrado l’opposizione del governo e della maggioranza del Parlamento. Gli oppositori, infatti, sottolineano che la proposta non distingue tra gli stranieri nati e cresciuti in Svizzeri e gli stranieri giunti nel Paese illegalmente e per delinquere, né tra il trafficante che spaccia 5 grammi di cocaina e quello che ne ha venduti 5 kg o tantomeno, la badante che non dichiara tutte le ore di lavoro.

In Svizzera, gli stranieri costituiscono il 22% della popolazione e gli italiani sono i più numerosi. L’approvazione dell’iniziativa popolare porterebbe L’allontanamento di circa 1.500 persone.

Intanto, oggi, al mercato di Bellinzona, sono ricomparsi i “Ratt”. Fabrizio, Bogdan e Giulio, i tre topi della discussa campagna UDC Balairatt, lanciata a fine settembre, stamattina si sono presentati per ribadire i tre mali del Ticino: i frontalieri, i criminali stranieri e lo scudo Tremonti. Per l’inizio di dicembre si attende la nuova mossa della campagna di comunicazione dell’Udc ticinese. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 novembre 2010
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