Stazione FS, servono la Polfer… e la Regione
Il sindaco rinnova l'appello per una sede della Polfer in stazione. Berteotti (PD): "Coinvolgere la Regione, ridisegnare la mappa dei bisogni e delle responsabilità e coordinare gli enti"
Degrado a tratti estremo in stazione FS, il Comune è a un chilometro, ma non può fare quasi nulla. La competenza sulla stazione è di RFI, e il dialogo con le società ferroviarie, quando non è "oliato" da meccanismi collaudati, appare difficoltoso come il girare di ruote dentate di scala differente.
Il sindaco Gigi Farioli ha qualche motivo di lamentarsi: «Avevamo avuto un netto miglioramento prima dell’estate nello stato della stazione, con gli interventi compiuti, anche per l’illuminazione, gli interni, eccetera. Tutto è andato perduto rapidamente, e da potenziale luogo di attrazione e di bellezza una stazione come la nostra si fa luogo di degrado sociale. Va detto che la nostra amministrazione era riuscita a recuperare un rapporto con la società ferroviaria che mancava da vent’anni, a sentir loro; Busto è un crocevia e RFI ha accettato di inserirne la stazione nei progetti complessivi di riqualificazione. Che dovrebbero interessare non solo l’edificio stazione, ma anche il parcheggio adiacente. Il problema per noi come Comne è che continuando i camabiamenti societari e ruotando i manager, non è facile seguire le questioni: ma va messo un punto fermo. Tra l’altro io mercoledì incontrerò i funzionari di RFI, come era già previsto per una serie di temi (nodo ferroviario su tutti ndr)». Farioli ribadisce la richiesta di una presenza della Polfer anche a Busto, «per una prevenzione visibile, e se necessario per la repressione» di ogni illegalità, e più in generale dei vandalismi e del degrado. Lo auspicava già l’onorevole Reguzzoni, sarebbe ora di "replicare" a Busto quanto già visto a Saronno. In chiave di ferrovie e trasporto locale, imprescindibile resta il ruolo della Regione, e anche un intervento dell’assessore Cattaneo, che già conosce questa stazione, sarebbe utile: «Servirà anche il suo aiuto per intervenire sulla situazione presente» conclude Farioli.
Dal centrosinistra, una voce attenta i problemi delle ferrovie e delle stazioni è quella di Alessandro Berteotti, consigliere e pendolare. Lui viaggia con le Nord, la cui stazione bustese, pur non un paradiso, è messa meglio di quella dello Stato. La figlia del consigliere in compenso, come volontaria dell’associazione Ali d’Aquila da un lato, e come viaggiatrice, ben conosce la stazione e i suoi occupanti abusivi abituali – «è in grado di indicarmi per nome vari dei clochard "residenti"», che sono un po’ più numerosi di quanto dicano i dati dell’assessore ai servizi sociali. Berteotti quindi sa quanto desolante possa essere la situazione. «Quella di oggi su Varesenews una "foto" senz’altro reale della stazione, come reali sono degrado e difficoltà umana di chi vi vede il rifiugio al caldo per l’inverno. Non ci sono solo i barboni, ci sono persone con altro genere di problemi: c’è microcriminalità, spaccio. I bagni? Li rompono i ragazzotti di ritorno da scuola, o li rende inservibili chi entra e fa i bisogni dove capita. Il problema è che la cacità di interveento del Comune sulle società ferroviarie è limitata. Serve un’azione meno "partitica" e più profonda e sociale, a partire dagli utenti stessi della stazione, questa "maggioranza più che silenziosa" (rassegnata?) vittima quotidiana delle carenze e inefficienze delle ferrovie. C’è un bisogno umano che non si può demandare al solo associazionismo, il Comune deve poter fare di più. Ma di fronte a problematiche sovrapposte di sicurezza, pulizia, rapporti con enti diversi, chi se non la Regione può prendere il centro della scena? E La Regione al momento latita». Fosse solo Busto in queste condizioni, poi. «Qui va ridisegnata la mappa dei bisogni e delle responsabilità» riassume Berteotti, «coordinando però in modo preciso gli enti preposti». Perchè finchè tutti fanno la loro parte di spettanza, le coscienze potranno essere anche a posto, ma il quadro generale sfuggirà di mano a tutti. E a pagare saranno i pendolari e tutta la città.
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